Restaurate le grandi statue nuragiche I guerrieri sardi del Sinis, conosciuti come i "giganti di Mont'e Prama", da ieri, dopo un restauro durato quattro anni e a distanza di 37 anni dalla fortuita scoperta di un contadino nelle campagne della Sardegna vicino a Cabras, nell'Oristanese, tornano alla vita e alla fruizione del pubblico. Le possenti statue di pietra, alte fino a due metri e mezzo e databili tra il X e 1'VIII secolo a.C., sono destinate a diventare simbolo della cultura della Sardegna: rappresentano, infatti, la manifestazione di un unicum assoluto in tutto il bacino del Mediterraneo che proietta anche nuovi scenari di possibile reinterpretazione storica. I giganti in arenaria gessosa precedono infatti la statuaria greca e potrebbero davvero stravolgere la storia dell'arte nel Mediterraneo. La definizione dei programmi di valorizzazione del complesso scultoreo e del sito archeologico di Monte Prama è diventata oggetto di un protocollo d'intesa fra il Ministero, il Comune di Cabras - dove verranno collocate le statue dopo le varie esposizioni di cui saranno oggetto, una volta restituite al pubblico - e la Regione Sardegna per salvaguardare e promuovere questa importante risorsa culturale. Ieri mattina, alla presenza dell'assessore regionale della Cultura Sergio Milia, è stata inaugurata nel centro di restauro di Li Punti, a Sassari, la mostra «La pietra e gli eroi. Le sculture restaurate di Monte Prama». L'esposizione sarà visitabile, su prenotazione, da oggi fino al 30 dicembre. Il pubblico potrà ammirare un insieme straordinario di «dieci tonnellate di pietra» di epoca nuragica che per tipologia, quantità e stato di conservazione fanno del ritrovamento uno degli eventi culturali più importanti di fine millennio. Il restauro ha restituito ben sedici pugilatori, quattro guerrieri, cinque arcieri e poi, ancora, tredici modelli di nuraghe, monotorre e polipobato e una quantità immensa di reperti lapidei di varie dimensioni e forme. Una storia di frammenti, più di cinquemila (esattamente 5172) , tra parti di modellini di nuraghe, teste (ben 15), archi, busti (22), scudi, gambe e piedi di guerrieri, arcieri e pugilatori, che ha restituito al mondo la bellezza e la grandezza del complesso archeologico di Mont'e Prama. Gli scavi rivelarono l'esistenza di una necropoli con tombe individuali a pozzetto e una capanna nuragica circolare, mentre negli immediati dintorni furono scoperti un possibile edificio tempia-re, un deposito votivo punico-romano, una necropoli romana e un ampio insediamento adiacente al vicino nuraghe di Mont'e Prama. Sopra le tombe, invece, vennero rinvenuti migliaia di frammenti scultorei in arenaria gessosa riferibili a statue di arcieri (la cui iconografia non presenta una tipologia standard, ma al contrario numerose varianti), guerrieri e pugilatori e a riproduzioni stilizzate di nuraghi, che vennero in parte esposti nel Museo Archeologico nazionale di Cagliari e in parte conservati nei suoi magazzini in attesa di un complessivo intervento di restauro, che finalmente è giunto. I "giganti di Monte Prama" sono finalmente tornati a casa, ormai diventati simboli per tutta la Sardegna e la sua cultura millenaria.
La pietra e gli eroi. Tornano i giganti di Mont'e Prama
Ieri, dopo quattro anni di restauro, sono state restaurate le grandi statue nuragiche I guerrieri sardi del Sinis, conosciute come i "giganti di Mont'e Prama". Le statue, alte fino a due metri e mezzo, sono state restaurate e sono destinate a diventare simbolo della cultura della Sardegna. Il restauro è stato realizzato con il sostegno del Ministero, del Comune di Cabras e della Regione Sardegna. La mostra "La pietra e gli eroi" è stata inaugurata nel centro di restauro di Li Punti, a Sassari, e sarà visitabile fino al 30 dicembre. Il pubblico potrà ammirare un insieme straordinario di dieci tonnellate di pietra di epoca nuragica.
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