Qualcuno ha perfino pensato che col nuovo corso governativo, caratterizzato programmaticamente dal drastico ridimensionamento della spesa pubblica, il suo dicastero venisse accorpato a qualcun altro. E invece non solo i Beni Culturali hanno conservato, nel governo Monti, un ministero autonomo, ma hanno anche un nuovo massimo responsabile che ispira sufficiente fiducia. È Lorenzo Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica di Milano, dove è titolare di una cattedra in Scienze politiche. È uno, insomma, che a differenza di molti suoi predecessori, ha studiato molto nella vita, e con ottimi riscontri professionali, cosa che per chi deve occuparsi di affari culturali è comunque un bel punto a favore. Fa parte di un governo presentato come tecnico, ma non è, alla lettera, un tecnico della materia. Meglio, i tecnici sono già stati al vertice del ministero, spesso fallendo. I tecnici servono per fornire competenze su singoli aspetti operativi, Ornaghi se ne servirà ampiamente. Il ministro deve fare altro, dare indirizzi complessivi, linee-guida. Senza lasciarle agli alti funzionari, signori della continuità amministrativa, nel bene e nel male, che forse sarebbe bene alternare a ogni cambio di gestione. Soldi se ne vedranno pochi, come con gli ultimi ministri, ma sarebbe importante invertire, almeno moralmente, la tendenza che ha relegato i beni culturali, in termini di sostegni e investimenti, a ultima ruota del carro governativo, dato che "con la cultura non si mangia". Se l'Italia dovrà risorgere, lo dovrà fare anche culturalmente, e non solo a colpi di facili slogan. Auguri, ministro.
Cultura, il ministro inverta la rotta
Il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, è stato nominato con fiducia. È un esperto di scienze politiche e ha studiato molto nella vita. Il governo è stato presentato come tecnico, ma il ministro deve dare indirizzi complessivi e linee-guida. I tecnici serviranno per fornire competenze su singoli aspetti operativi. Il governo ha un nuovo massimo responsabile che ispira fiducia. Il ministro dei Beni Culturali ha un compito difficile, poiché il governo ha un budget limitato e la cultura è spesso considerata di seconda importanza. Tuttavia, la cultura è fondamentale per il risorgimento dell'Italia e il ministro deve lavorare per invertire la tendenza di riduzione dei sostegni e investimenti nella cultura.
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