La sua scommessa: lavorare in sinergia con gli altri enti e puntare sulle nuove tecnologie Daniele Malfitana, 44 anni, archeologo, nato a Linguaglossa e catanese d'adozione, è il più giovane direttore d'istituto del Cnr. Due mesi fa, appena insediatosi, il nuovo direttore generale del Cnr Francesco Profumo - ora neoministro alla Pubblica istruzione - ha deciso di puntare sui giovani. Così, dal 16 novembre, il dottor Malfitana è a capo dell'Istituto Beni archeologici e monumentali fondato nel 2002 con lo scopo di occuparsi, con un approccio multidisciplinare, soprattutto dei beni culturali dell'Italia meridionale . Non a caso l'istituto si articola in quattro sedi - Roma, Lecce, Potenza e Catania (con sede a palazzo Ingrassia, in via Biblioteca 4) - una in ognuna delle regioni più ricche di storia. Vi lavorano archeologi, architetti, ingegneri, informatici, chimici e fisici, 70 ricercatori in tutto che si occupano contestualmente di diagnostica, di studio delle tradizioni umanistiche e delle problematiche legate alla conservazione e alla fruizione dei beni culturali puntando particolarmente sull'elaborazione delle tecniche della realtà virtuale, fondamentale nei processi comunicativi. L'istituto gestisce numerose missioni archeologiche all'estero: a Creta, dove i ricercatori hanno scoperto le prime fasi della formazione della città greca; in Turchia, a Hierapolis, grande città ellenistico-romana dove è stata rinvenuta quella che, con alta probabilità, è la tomba di San Filippo; in Perù dove si stanno sperimentando le tecniche di telerilevamento, cioè la lettura del territorio attraverso le foto da satellite; in Albania dove, con il supporto delle nuove tecnologie e del georadar, è stata scoperta e studiata la città romana nel cuore dell'odierna Durazzo. Lavorare in Sicilia, invece, è più difficile, per la mancanza d'integrazione tra università, sovrintendenza e centri di ricerca. Ed è proprio questa la scommessa del dottor Malfitana: riuscire a superare queste antiche resistenze e portare avanti, in sinergia, progetti utili per la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali del territorio, così come l'Istituto è riuscito a fare in altre regioni d'Italia. «Si potrebbe iniziare dai centri storici utilizzando le nuove tecnologie e i sistemi di sensori a led per l'illuminazione dei monumenti e per il continuo monitoraggio del loro stato di conservazione. Si potrebbe lavorare sul tema delle "smart cities", cioè dotare le città di apparati ipertecnologici come il sistema hi-fi, la sensoristica, i pannelli digitali. Cittadini e turisti avrebbero così l'opportunità di conoscere il patrimonio artistico anche grazie a forme di visualizzazione, a ricostruzioni virtuali, alla collocazione di un monumento nel contesto in cui sorgeva un tempo. Si è fatto a Torino e Perugia, stiamo provando a farlo, con il gruppo Telecom, nelle città del Val di Noto. Aiuta in questa direzione la nuova legge che consente di detrarre fiscalmente le somme destinate alla ricerca. Bisogna coinvolgere le imprese che si occupano di sensoristica: noi facciamo gli studi, loro le applicazioni. Serve solo che le città mettano a disposizione il loro patrimonio». Il direttore Malfitana ricorda che la Basilicata è stata capace di spendere in progetti tutti i fondi europei e, pertanto, è uscita dalle regioni ad Obiettivo 1. E se l'ha fatto la Basilicata perché non può farlo la Sicilia? E' convinto, inoltre, che l'uso delle nuove tecnologie è particolarmente appropriato in una città pluristratificata quale è Catania e consentirebbe di «visitare» e apprezzare contestualmente la città romana, quella medievale e quella Barocca rinata dopo il terremoto del 1693. Ci vuole un percorso, ci vuole un museo archeologico e ci vuole, soprattutto, sinergia, come si fa nelle altre regioni e negli altri Paesi. Per questo sostiene che la sua ricetta è una sola: «Sono bravo solo se opero insieme agli altri».
E' catanese il nuovo direttore dell'Istituto beni archeologici del Cnr
Il dottor Daniele Malfitana, 44 anni, è il nuovo direttore dell'Istituto Beni archeologici e monumentali del Cnr, con sede a Catania. Il suo obiettivo è lavorare in sinergia con gli altri enti e puntare sulle nuove tecnologie per valorizzare i beni culturali dell'Italia meridionale. L'istituto gestisce missioni archeologiche all'estero e si occupa di diagnostica, studio delle tradizioni umanistiche e conservazione dei beni culturali. Malfitana sostiene che la scommessa è superare le antiche resistenze tra università, sovrintendenza e centri di ricerca in Sicilia e portare avanti progetti utili per la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali.
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Bene culturale
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