Troppa libertà ai progettisti e troppi orrori: una commissione valuterò i disegni dei nuovi edifici di culto. Mai più cattedrali senza la croce Farla finita con le chiese-garage e saloni per conferenze, firmati dagli archistar o presunti tali, senza campanili o con gli altari nascosti. Finalmente in Vaticano si sta consolidando questa idea, dopo che si sono levate tante voci di protesta, tra le quali anche quella di Libero... Circola infatti la notizia che nelle prossime settimane sarà istituita presso la Congregazione del culto divino una «Commissione per l'arte e la musica sacra per la liturgia», che avrà il compito di collaborare con le commissioni incaricate di valutare i progetti delle nuove chiese, come pure di approfondire il tema della musica e del canto nelle liturgie. II cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto del Culto divino, in accordo con Benedetto XVI, considera questo lavoro «molto urgente». La nuova commissione darà indicazioni precise alle diocesi, sull'arte applicata alla liturgia e agli edifici di culto, come pure per la musica e il canto. «Non è ufficiale la notizia dell'istituzione di questa commissione, ma se ne parla da tempo e sarebbe un'iniziativa auspicabile, visto quello che si vede in giro, tra opere realizzate e progetti in discussione. I malumori sono ormai molti e diffusi», spiega Sandro Barbagallo, critico d'arte dell'Osservatore Romano, estimatore dell'astrattismo, che ha portato l'arte contemporanea sulle pagine del quotidiano della Santa Sede e autore di numerosi scoop sul rapporto, spesso sconosciuto, tra artisti famosi e la religione. Come il clamoroso caso di Andy Warhol. Attenzione, però: qui non si tratta di giudicare severamente l'arte contemporanea, anzi, il Vaticano, e la Santa Sede, come sottolinea Barbagallo, sono attenti alle nuove opere e tendenze. Mai criteri devono essere chiari. «Parlando sempre di questa commissione, bisogna poi vedere quali saranno i nomi delle personalità chiamate a farne parte e quale cultura specifica possiedono», sottolinea il critico dell'Osservatore. Il quale, peraltro, ha attaccato più volte anche i progetti presentati dall'Ufficio Cei per nuovi edifici di culto. «Si, l'ho fatto con chiarezza, perché si trattava di progetti che presentavano singolarissime assurdità. Tra queste la più evidente era l'assoluta mancanza del segno distintivo di una chiesa, ossia la Croce alla sua sommità. Per cui scrissi sull'Osservatore che si trattava di edifici di culto "con sorpresa". Per non parlare degli interni.. Alcune opere "sacre" proposte, approvate dall'Ufficio per l'edilizia del Culto della Cei, andavano addirittura contro le indicazioni degli stessi Concili». Ma come la pensa il Vaticano? «Tra il Vaticano e la Cei si gioca al rimpallo, poiché la indicazioni del Papa vengono spesso totalmente disattese o fuorviate. Pensiamo anche alla questione dei restauri delle cattedrali antiche: l'80 sono arbitrari, fatti in assoluto disprezzo verso la storia e la storia dell'arte».