Una persona convinta che gli anni del governo Berlusconi siano state un successo, in Italia c'è. Giancarlo Galan, ex presidente della giunta regionale per tanti mandati, ex ministro dell'Agricoltura e poi dei Beni culturali, ha parlato ad Antenna 3, nella trasmissione «X News» condotta da Domenico Basso, di "grande successo" ammettendo poi che era "incompleto". Insomma, il grande comunicatore e tessitore sembra tornato per evitare il disastro, la "grande fuga" che il Pdl si attende in tutta Italia e che il nocciolo duro del "partito Mediaset" deve assolutamente evitare. Non a caso l'unica promessa è stata: "Cinque giorni in Veneto e 2 a Roma". Un chiaro segnale al partito regionale che vede i suoi pezzi forti come Giustina Destro e Fabio Gava abbandonare la nave. Ma sul futuro pesa il caso Malgara. Un fallimento che molti hanno visto come un segnale d'allarme. E proprio per riparare la falla Galan ha dato battaglia. Un caso che ha visto il candidato di Galan, Giulio Malgara, venire affrontato dai responsabili delle più prestigiose istituzioni culturali come un "incompetente", tanto da costringere lo stesso Malgara a darsela a gambe. «Baratta, bravo, ma il Louvre è più visitato - ha detto Galan per motivare il cambio - oppure mi fa risparmiare. Mi guardo intorno e scelgo Malgara, il quale non è un elettricista». I meriti culturali? «Ha fatto grande industrie». «Perché non andava bene? Perché non faceva parte dell'entourage culturale che si riuniva a Capalbio, quello dei radicali di sinistra allo champagne italiano». Una candidatura non concertata? «Ho sentito Orsoni». Non è dell'ambiente? «Gli ho chiesto di scegliere solo i grandi direttori. Malgara sarebbe stato bravissimo». Una sconfitta? «No, è solo caduto il governo». Ma è Malgara che ha capito l'aria e ha lasciato? «Sì, è un grandissimo signore». Baratta sarà riconfermato? «Non dipende da me».