Mini-impianto bloccato perché troppo vicino alle mura Sarebbe servito a produrre l'acqua calda per l'azienda VOLTERRA. Sono là, da una parte, ormai da un paio di anni. Comperati, pagati, ma mai utilizzati. Si tratta di pannelli solari che l'azienda pubblica Santa Chiara avrebbe dovuto installare già nel 2009 per provvedere "in casa" alla produzione di acqua calda per i suoi ospiti, oggi una sessantina. E invece niente, quelle lastre di silicio sono ancora là in attesa di essere piazzate sul mercato. A bloccare l'operazione eco per la produzione di energia pulita una questione di autorizzazioni negate. Se da una parte, infatti, la Commissione per l'ambiente e territorio del Comune aveva dato parere positive all'installazione del mini impianto - i pannelli avrebbero coperto una superficie di venti metri quadri -, dall'altra è la Sovrintendenza a bloccare l'operazione. Troppo vicino alle mura etrusche, non s'ha da fare. E quindi l'iniziativa, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, resta in un cassetto. O meglio in una zona della casa di riposo in attesa di sviluppi. Che potranno essere quelli di rivendere i pannelli e rimetterli sul mercato. Impianto fotovoltaico a parte, il grosso nodo da sciogliere legato alla gestione del futuro del Santa Chiara è quello del piano industriale. Un piano per rilanciare un'azienda in rosso. Dopo mesi di preparazione e studio il documento è pronto e sarà presentato ai sindacati i primi di gennaio. Questo è emerso dall'incontro di ieri tra il presidente Renato Bacci e le organizzazione sindacali per stabilire che il coordinatore del personale infermieristico sarà scelto tramite bando pubblico che sarà definito nei prossimi mesi. Attualmente il ruolo è ricoperto da un dipendente dell'azienda. «Ma per migliorare il servizio - spiega Bacci - abbiamo deciso di andare in questa direzione».