Riunione della commissione urbanistica dopo la denuncia di Italia Nostra. De Falco: "Indicare laltezza massima" Marone: "Gli ambientalisti ritenevano che a parità di volume fosse meglio costruire in verticale. Verdi e Rifondazione decisero" La riunione, un tiro incrociato di polemiche, ha dato il la ad altre accuse, come quella del presidente di Bagnoli Futura, Riccardo Marone. Il presidente della commissione urbanistica Carlo Iannello e quello allambiente Carmine Attanasio hanno incontrato lassessore allUrbanistica Luigi De Falco e il coordinatore del Dipartimento ambiente Giuseppe Pulli. «Non ho rilasciato alcuna autorizzazione paesaggistica - ha detto il dirigente - ma ho inviato listruttoria, che era a posto, alla soprintendenza di Palazzo Reale il 17 novembre. Se Gizzi darà parere favorevole, rilasceremo lautorizzazione. Ho fatto la stessa cosa con altri 250 procedimenti». Pulli ha chiarito anche che vi sono altre torri in via Diocleziano. Iannello ha invocato «cautela amministrativa» considerato che si attende una pronuncia del Tar e parte dellarea è sotto sequestro da quando, a marzo 2010, Bagnoli Futura tagliò 250 alberi della folta pineta dellarea dove dovrebbe sorgere la torre, la cosiddetta "4A". Ma il vincolo prevede la tutela dei "boschi", perciò è in corso una perizia del paesaggista Stefano Mazzoleni, che dovrà stabilire se quegli alberi sono da considerare bosco o no. Italia Nostra insiste sullaltezza della torre: un "grattacielo a Bagnoli". Per il quale è stato chiarito che le normative sono state rispettate. «È come dire che loperazione è riuscita ma il paziente è morto», ha osservato la consigliera comunale Teresa Caiazzo (Idv): «La correttezza delliter amministrativo non ci assicura la salvaguardia. Dovremmo riflettere sullo sviluppo di un intervento così frammentario». Nel dibattito che è seguito, i consiglieri Davide Lebro (Terzo Polo), Antonio Borriello (Pd), Ciro Borriello (Sel), Sandro Fucito (Federazione della sinistra) hanno sottolineato la necessità di un confronto in consiglio comunale per valutare eventuali modifiche al Piano Attuativo di Bagnoli. «Uno spezzatino - ha aggiunto Attanasio - che non condivido, in unoasi paesaggistica». La modifica, secondo Iannello, si dovrebbe avviare con le misure di salvaguardia. Lassessore De Falco si è detto allora pronto a chiedere modifiche al Piano attuativo: «Vanno indicate le altezze massime degli edifici, non, come è ora, medie». Lassessore si è espresso con la commissione urbanistica, che ha difeso la variante occidentale del '96 che dettava le grandezze del costruito a Bagnoli ma ha dunque riscontrato errori nel Pua del 2006. «Possibile che Bagnoli dà luogo sempre a polemiche?», si domanda Riccardo Marone. «La variante non prevedeva limitazioni di altezza, perché gli ambientalisti ritenevano che a parità di volume fosse meglio costruire in altezza. E fu approvata da una maggioranza composta da Ds, Verdi e Rifondazione e ne faceva parte Attanasio che oggi si scandalizza». Marone afferma che anche il soprintendente Gizzi ha ritenuto che è meglio «a parità di volume, sviluppare in altezza piuttosto che in orizzontale». A proposito del parco, poi, il presidente sostiene che la perimetrazione «fu di un altro illustre ambientalista, Antonio Iannello», forse uno strale diretto al presidente della commissione, figlio dellarchitetto scomparso nel 98. Ma, come ricorda Francesco Erbani nella biografia di Iannello, il tutore del patrimonio ambientale espresse una posizione contraria alla stessa variante occidentale, perché riteneva sproporzionata la cubatura edilizia, dellarcheologia industriale e del porto canale. A quellepoca Iannello, funzionario della soprintendenza, collaborava con Vezio De Lucia al Piano regolatore generale in cui si parla di 120 ettari, ma non della perimetrazione, realizzata invece nel Pua nel 2006, quando Iannello non cera più. «Marone - replica Attanasio - dimentica che la volontà del consiglio di cui mi accusa di aver fatto parte, era che non si potessero realizzare edifici di più di tre piani e che a questo proposito feci approvare anche un ordine del giorno sul rispetto delle altezze degli edifici esistenti in zona».