Rinviato a giudizio anche l'ex provveditore alle Opere pubbliche della Toscana L'accusa è di aver promesso incarichi del piano del centro storico a un professionista amico LUCCA. Corruzione. Per gli incarichi promessi per il Piuss "Lucca dentro", piano da 50 milioni di riqualificazione del centro storico. Con questa accusa il 13 aprile saranno processati Fabio De Santis, ex dirigente del Provveditorato delle Opere pubbliche della Toscana, e il professionista Silvio Albanesi, imputati dell'inchiesta fiorentina del G8 e dei Grandi eventi. Secondo l'accusa De Santis avrebbe promesso ad Albanesi incarichi di progettazione del Piuss lucchese. Il dirigente avrebbe potuto formulare questa promessa, perché il Comune aveva affidato al Provveditorato delle Opere pubbliche la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi inseriti nel Piuss, la direzione dei lavori e il collaudo delle opere finanziate al 60 da fondi dell'Unione Europea. Gli incarichi del Piuss, però, non sarebbero mai stati conferiti da De Santis, arrestato quando scoppia l'inchiesta sulla Caserma dei Marescialli di Firenze. Poco dopo, inoltre, il Comune decide di annullare la convenzione siglata con il Provveditorato alle Opere pubbliche e di procedere direttamente alle gare per gli incarichi professionali di progettazione esecutiva (e non solo) degli interventi del Piuss. Anche se gli incarichi non sono stati conferiti, per il tribunale ci sono gli estremi per processare De Santis e Albanesi per corruzione. La promessa che ci sarebbe stata, infatti, sarebbe sufficiente a ipotizzare il reato. Ma per il professor Alfredo Gaito, legale dell'ex dirigente del Provveditorato, questi incarichi non sarebbero mai neppure stati promessi. Se ne farebbe, al massimo, cenno in una conversazione alla quale non sarebbero mai seguiti né atti né altre parole. Di diverso parere l'accusa che, al termine delle indagini, aveva già contestato a De Santis, in qualità di provveditore alle Opere pubbliche della Toscana, di aver conferito ad Albanesi incarichi di consulenza nell'ambito dell'appalto della Scuola dei Marescialli di Firenze e di avergli promesso «incarichi di progettazione dell'ambito del Piuss "Lucca dentro"». Secondo la Procura di Firenze il Provveditorato, in quanto stazione appaltante (per conto del Comune), avrebbe promesso incarichi ad Albanesi «per un compenso non determinato ma necessariamente superiore alla soglia massima di legge (100mila euro)» per l'affidamento di consulenze dirette. Infatti - è la tesi dell'accusa - questi incarichi sarebbero stati promessi e «conferiti» in violazione delle disposizioni del Codice degli appalti «in assenza perfino della lettera di incarico che ne avrebbe dovuto specificare l'importo e l'oggetto e anche in assenza dell'adozione di provvedimenti motivati che illustrassero le scelte e le determinazioni della stazione appaltante». Il legale di De Santis al momento non entra nei dettagli della linea difensiva. Si limita ad osservare di sentirsi «molto perplesso» per la decisione del tribunale di Firenze di rinviare a giudizio De Santis «al termine di un'udienza nella quale si è parlato soprattutto dei fatti e delle vicende romane e assai poco di quelle toscane». A questo punto, la vicenda giudiziaria verrà definita in aula a cominciare da primavera. Il processo, però, non sembra interferire con la vicenda amministrativa del Piuss. Gli appalti per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori sono stati quasi tutti assegnati dal Comune: è in dirittura d'arrivo anche quello della Manifattura Tabacchi. Resta al palo solo quello per l'anfiteatro degli spettacoli in piazzale Verdi, per i problemi di spostamento del monumento ai caduti che hanno fatto fermare la pratica al comitato tecnico dei Beni culturali a Roma.
Lucca. Piuss, in due a processo per corruzione
Il provveditore alle Opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, e il professionista Silvio Albanesi sono stati accusati di corruzione. De Santis sarebbe stato promesso incarichi del piano del centro storico "Lucca dentro" per 50 milioni di euro, mentre Albanesi avrebbe ricevuto incarichi di progettazione. L'accusa si basa sulla promessa di De Santis, che avrebbe potuto conferire questi incarichi, ma non li ha mai effettivamente conferiti. Il Comune di Lucca aveva affidato al Provveditorato delle Opere pubbliche la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi del Piuss, ma ha poi deciso di annullare la convenzione e procedere direttamente alle gare per gli incarichi professionali.
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