Un eccezionale ritrovamento al largo di Catania, in uno specchio di mare profondo e, per ora, destinato a rimanere sconosciuto per ovvi problemi di sicurezza. Alcuni mesi fa alcuni sommozzatori, dipendenti della Provincia regionale, durante un'immersione hanno scoperto, sepolta nel fondo marino, una nave romana, probabilmente del terzo secolo avanti Cristo, affondata con il suo carico di oltre 500 anfore la maggior parte delle quali ancora integre e tappate, segno che custodiscono ancora tracce del loro carico. Una scoperta di grande importanza perché consentirà di effettuare interessanti ricerche e di approfondire ulteriormente le conoscenze sulle abitudini di vita dei nostri lontani antenati. E va detto che anche la nave è in buono stato di conservazione, anche se la profondità è tale da rendere difficile un eventuale recupero. E forse il problema non si porrà, se non per lo studio. Le autorità cui spetta la tutela potrebbero percorrere una strada diversa per la fruizione di questo bene. La nave potrebbe essere lasciata nel luogo in cui si è inabissata ed essere visitata, virtualmente, attraverso le nuove tecnologie, da una postazione a terra dove potrebbero essere esposte alcune delle anfore ritrovate, possibilmente con il loro contenuto. E' questa la strada che ipotizza l'assessore provinciale al Territorio e ambiente e alla Polizia provinciale Mimmo Rotella. A lui si sono rivolti i dipendenti della Provincia che hanno fatto l'eccezionale ritrovamento, subito denunciato alla sovrintendenza, come è obbligo di legge, e come è giusto che faccia ogni cittadino. In un incontro a Palermo è stato delineato il percorso da seguire, sono stati individuati i fondi cui ricorrere per effettuare i primi studi e le procedure da mettere in atto per definire l'area, che diventerà parco archeologico marino, e interdirla alla pesca. Un percorso di cui si saprà di più domani, in occasione della conferenza stampa convocata, alle 10,30, alla sovrintendenza di Catania e alla quale, data l'importanza del ritrovamento, parteciperanno l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo e tutte le autorità coinvolte. E questa volta, a differenza di altre - vedi la vicenda dell'ex collegio dei Gesuiti - Provincia e Regione hanno già dato la propria disponibilità a collaborare.
Un eccezionale ritrovamento al largo di Catania
Un ritrovamento eccezionale di una nave romana è stato fatto al largo di Catania, in uno specchio di mare profondo. La nave, del terzo secolo avanti Cristo, è stata trovata con il suo carico di oltre 500 anfore, la maggior parte delle quali ancora integre e tappate. La scoperta è stata fatta da alcuni sommozzatori della Provincia regionale e ha consentito di effettuare interessanti ricerche. La nave è in buono stato di conservazione, ma la profondità è tale da rendere difficile un eventuale recupero. Le autorità potrebbero lasciare la nave nel luogo in cui si è inabissata e visitarla virtualmente attraverso le nuove tecnologie.
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