Una "Scuola di perpetue" aperta a maschi e femmine per conservare e valorizzare il patrimonio delle chiesa «Un bel sorriso fa sempre la differenza». Con questo slogan parte oggi il sesto corso per custodi volontari delle chiese del Centro storico genovese. Quaranta gli iscritti, numero doppio rispetto allanno scorso: in maggioranza donne ma anche professori di storia dellarte in pensione e giovani universitari alla ricerca di qualche credito formativo. Il corso, che durerà fino a marzo, è diviso in due parti: quella teorica si svolge il martedì in via Tommaso Reggio con interventi di rappresentanti della Soprintendenza, dellUniversità e del comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale; la parte pratica prevede "lezioni" nelle chiese per preparare "sul campo" i nuovi custodi. Accoglienza, tutela dei beni ecclesiastici e catechesi attraverso larte: sono i temi che lArcidiocesi vuole trasmettere ai volontari, attualmente 110, per aprire le chiese, rispondere alle domande dei turisti e indicare gli spazi dedicati alla preghiera. I custodi svolgono anche una funzione di "guardianaggio", controllando il "buon costume" e dando una mano ai parroci. Gratuitamente. A fine corso i partecipanti potranno indicare una preferenza circa la destinazione. «Questanno abbiamo aggiunto le chiese di san Giovanni di Prè e di san Matteo - spiega Grazia Di Natale, dellUfficio beni culturali ecclesiastici dellArcidiocesi - Erano già in lista quelle di san Lorenzo, san Siro, san Luca, san Pietro in Banchi, san Torpete, san Marco al Molo e del Santissimo Nome di Maria e degli Angeli Custodi.
Genova. I volontari del sacro caruggio
Il sesto corso per custodi volontari delle chiese del Centro storico genovese è iniziato. 40 persone, in maggioranza donne, hanno partecipato al corso, che durerà fino a marzo. Il corso è diviso in due parti: la parte teorica si svolge il martedì in via Tommaso Reggio, mentre la parte pratica prevede "lezioni" nelle chiese per preparare i nuovi custodi. I volontari saranno responsabili dell'apertura e della chiusura delle chiese, della tutela dei beni ecclesiastici e della catechesi attraverso l'arte. Il corso è gratuito e i partecipanti potranno indicare una preferenza per la destinazione. Le chiese aggiunte alla lista sono quelle di san Giovanni di Prè e di san Matteo.
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