LO SCEMPIO è già avvenuto. Via Toledo, piazza Dante, via Calabritto, via Poerio, via Ghiaia, piazza San Pasquale: «Sono già state stravolte e sfigurate dalle pavimentazioni con la pietra lavica dell'Etna», attacca Gerardo Mazziotti promotore e firmatario dell'appello degli intellettuali indirizzato al sindaco Rosa Russo Iervolino. Due i punti fermi. Primo: la preoccupazione della scomparsa dei basoli con la pietra del Vesuvio nelle strade dei Decumani, «visto l'andazzo dell'amministrazione», e la sostituzione con la pietra dell'Etna. Secondo. La richiesta, come società civile, di essere ascoltati, di «instaurare un dialogo tra amministrati e amministratori». Gli intellettuali non ci stanno, e lanciano un nuovo appello alla Iervolino. «La nostra è solo una forte preoccupazione», ribadisce Mazziotti a nome del drappello dei "diciotto" (fra gli altri Gerardo Maretta, Raffaele Bertoni, Renato De Fusco, Nicola Pagliara, Antonio Ghirelli). Che replicano al vicesindaco Rocco Papa («Non c'è nessuna delibera sui basoli», ha dichiarato il numero due del Comune). Per i firmatari della lettera quella di Papa è una risposta piccata («Siamo di fronte a una bufala»). Tanto che alcuni di loro annunciano querela: «Noi non diciamo falsità». La prova? Eccola: l'avere già «stravolto e sfigurato» alcune vie e piazze di interesse storico-artistico, per lo più sottoposte al vincolo della Soprintendenza. «La puntualizzazione di Papa conferma quanto è scritto nella nostra lettera. Ne prendiamo atto con soddisfazione. Ma non spiega la ragione per la quale», argomenta con sarcasmo Mazziotti, «identica scelta non è stata fatta per via Toledo, via Calabritto, via Poerio, via Ghiaia, piazza Dante e piazza. San Pasquale». E la notizia sulla delibera non ancora firmata? «Da un'intervista del sindaco Iervolino abbiamo appreso la decisione di procedere alla ripavimentazione dei Decumani: la nostra era una legittima preoccupazione, forse eccessiva per qualcuno», risponde Mazziotti. «Ma è innegabile che le decisioni dell'amministrazione si apprendono a cose fatte o, al massimo, dalla stampa. Mai da un rapporto diretto con i cittadini, come si usa in democrazia». Via Toledo, dopo la ripavimentazione due anni fa in pietra lavica dell'Etna, è sottoposta a continui interventi di manutenzione per i frequenti dissesti; via Conte di Ruvo un anno fa circa è stata addirittura asfaltata, denuncia Pino De Stasio della circoscrizione Monte-calvario Avvocata San Giuseppe Porto, nel segmento tra via Benedetto Croce e piazza del Gesù i basoli sono stati tolti e sostituti con sanpietrini: «Dov'è la Soprintendenza che in più di un'occasione si è espressa tutelando e vincolando strade e piazze di interesse storico?», si chiede De Stasio. «È solo con il codice Urbani del maggio 2004 che la legge tutela in maniera chiara e inequivocabile le aree di interesse storico. Tutto quello che è in deroga alle norme è abusivo», spiega il soprintendente Enrico Guglielmo. «Non è la prima volta che l'amministrazione esegue la-vorisenza chiedere l'autorizzazione o non rispettando i vincoli. E ancora una volta ricorderemo al Comune la necessità di sottoporre i progetti alla nostra attenzione prima della loro esecuzione». Un'altra nota sarà inviata questa mattina all'indirizzo di palazzo San Giacomo.