È con viva soddisfazione che l'Accademia di Belle Arti di Napoli vede premiato e riconosciuto il suo impegno più che decennale nell'ambito della formazione dei restauratori di beni culturali. La Scuola di Restauro ha ricevuto ufficialmente il parere di conformità della Commissione Tecnica Mibac-Miur richiesto dal 2009 nell'ambito delle nuove norme che definiscono gli standard per la formazione dei restauratori. Da quest'anno accademico quindi sarà attivo il Diploma Accademico di secondo livello in Restauro abilitante alla professione di Restauratore di Beni Culturali. Sin dal 2000 l'Accademia partenopea ha un corso di restauro di primo e secondo livello (3 2) validato dal Miur e di alta qualità dedicato alle opere d'arte moderne e contemporanee. Chi scrive fa parte insieme ai docenti di restauro dell'ABA di Napoli del tavolo tecnico del Miur istituito per stabilire i curricula specifici delle Accademie in base al Dm 872009 e che ha portato all'emanazione D.1. 3022010 e 8120011. Per la formazione dei futuri restauratori è centrale la didattica laboratoriale e sono necessarie oltre duemila ore di discipline tecniche del restauro, è per questo che l'Accademia ha investito ad oggi oltre trecentomila euro per la messa a norma dei suoi laboratori e la dotazione di attrezzature sofisticate, andando ben oltre i parametri imposti. I diplomati dunque conseguiranno una formazione specialistica attraverso l'acquisizione di una cultura approfondita delle tecniche e delle metodologie del restauro. L'Accademia di Napoli inoltre, organizzerà, in accordo con enti pubblici e privati, stage, cantieri-scuola e tirocini per concorrere al conseguimento delle specifiche professionalità per i tre profili attivati: (Pfpl) Materiali lapidei e derivati. Superfici decorate dell'architettura; Pfp2 Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile. Manufatti scolpiti in legno. Arredi e strutture lignee. Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati eo dipinti e PFP4 Materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici. Materiali e manufatti in metallo e leghe. Tanto è stato già fatto: dal 2000 l'Accademia ha portato avanti interventi e cantieri impegnativi. Fra tutti, la manutenzione e il restauro nelle stazioni dell'arte della linea 1 della Metropolitana di Napoli, il restauro delle carte, sete e tele del Caffè Gambrinus, il restauro di molti beni dell'Accademia tra cui le opere dei fratelli Palizzi per la Galleria dell'Accademia e il restauro di oltre settanta importanti calchi in gesso che ha permesso l'apertura della Gipsoteca dell'Accademia inaugurata nel 2007 e ampliata già nel 2009, nonché di tutta la decorazione del Partenone oggi allestita nella nuova Aula Magna. La Scuola di Restauro cura anche la manutenzione ordinaria delle sculture della Raccolta Famese del Museo Archeologico di Napoli. Con questa importante conquista l'Accademia torna a riappropriarsi di un ambito della formazione che storicamente ha sempre fatto parte del suo know-how. Già dal primo decennio del XIX secolo, infatti, la Reale Accademia di Napoli tra le sue Dodici Scuole contava la Scuola di Restauro! Quella del futuro continuerà ad esprimere le sue eccellenze e sarà sempre più competitiva nel panorama europeo.
Napoli, scuola di restauro. Dal XIX secolo al futuro tra competenze e tradizione
L'Accademia di Belle Arti di Napoli ha ricevuto il parere di conformità della Commissione Tecnica Mibac-Miur per la sua Scuola di Restauro. Da questo anno accademico, la Scuola sarà attiva e offrirà il Diploma Accademico di secondo livello in Restauro abilitante alla professione di Restauratore di Beni Culturali. L'Accademia ha investito oltre trecentomila euro per la messa a norma dei suoi laboratori e la dotazione di attrezzature sofisticate. I diplomati conseguiranno una formazione specialistica e l'Accademia organizzerà stage, cantieri-scuola e tirocini per concorrere al conseguimento delle specifiche professionalità.
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Bene culturale
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