Oggi a Bruxelles verrà illustrata la candidatura a «Patrimonio dell'Umanità» dell'Unesco per i paesaggi vitivinicoli delle zone del Langhe-Roero e delle Monferrato: di che cosa si tratta? Secondo una Convenzione adottata dall'Unesco nel 1972, con il titolo di Patrimonio dell'Umanità si identifica una lista di aree caratterizzate da particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. Per il 2011 l'Italia ha candidato proprio i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato». Che cos'è l'Unesco? E' l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura ed è stata fondata nel 1946 da una ventina di Stati. Come nasce questa candidatura italiana? L'idea della candidatura Unesco è partita nel 2002 da Canelli con le «cattedrali sotterranee», cioè le storiche e monumentali cantine delle case spumantiere scavate sotto le colline alla fine del 1800. II progetto si è poi ampliato, fino a comprendere il paesaggio vitivinicolo di tutto il Sud Piemonte. Nel 2008 con la sigla del Protocollo tra ministero, Regione e Province si è dato il via ufficiale al progetto di candidatura. Quali sono le aree interessate? Nove zone a spiccata vocazione vinicola, nelle province di Cuneo, Asti, Alessandria. Non si tratta di un territorio unico, ma di circa 30 mila ettari a «macchia di leopardo», tutti legati dai nomi di grandi vini: ad esempio si va dalle zone del Barolo e del Barbaresco a quelle della Barbera attorno a Nizza Monferrato, dal Moscato di Canelli al Grignolino tra Moncalvo e Vignale. Completano l'elenco enologico il Roero Arneis, il Dolcetto di Dogliani, il Dolcetto di Ovada, la Freisa di Castelnuovo don Bosco. Quali sono le caratteristiche che ne fanno un «Patrimonio dell'Umanità»? I paesaggi vitivinicoli di Langhe, Monferrato e Roero sono caratterizzati da architetture del vino e da borghi arroccati sui colli che si fondono armoniosamente con terreni coltivati a vite. Aspetti ritenuti unici nel panorama mondiale. Quanti Comuni sono coinvolti e quali sono i vantaggi? In tutto sono 78. Essere inseriti nell'elenco dei siti «Patrimonio dell'umanità» vuol dire poter acquisire notorietà internazionale e determinare opportunità di sviluppo economico e sociale, ad esempio attraverso il turismo di qualità. L'obbiettivo è «tramandare i valori di un territorio senza ingessarlo». Ci sono dei vincoli precisi da rispettare? L'Unesco non impone alcun obbligo. Chi amministra il territorio deve però cercare di mantenere quelle caratteristiche che lo hanno portato ad ottenere il titolo di Patrimonio dell'umanità. Quindi rispetto dell'ambiente, tutela delle caratteristiche storiche dei territori. Molti Comuni negli ultimi mesi hanno già adottato varianti ai piani regolatori per prevedere zone di tutela. Le nuove costruzioni non dovranno «stonare» con l'ambiente in cui si trovano. A che punto è l'iter burocratico? Il dossier per la candidatura è stato inviato a Parigi a gennaio: in circa mille pagine racconta le caratteristiche ambientali, culturali, storiche ed economiche del territorio. Nelle settimane scorse gli ispettori dell'Unesco hanno visitato l'area, incontrando amministratori e operatori economici. La «sentenza» sull'accettazione della domanda è attesa perla prossima primavera. Il recente taglio dei fondi Usa all'Unesco può mettere in discussione il riconoscimento di nuovi siti? Secondo gli esperti del Comitato promotore, non ci dovrebbero essere ripercussioni, perché il taglio alle spese riguarderebbe per ora altri settori. Per il 2012 l'Unesco ha un budget di 343 milioni, in gran parte (293) destinati a programmi di educazione, comunicazione e cultura. Quanti sono nel mondo i siti Patrimonio dell'Umanità? Secondo l'ultimo aggiornamento del Comitato per il Patrimonio dell'Umanità a Parigi (19 giugno 2010, la lista è composta da un totale di 936 siti (di cui 725 beni culturali, 183 naturali e 28 misti) presenti in 153 nazioni. Quanti in Italia? Con 47 siti l'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di aree incluse nella lista. Seguono la Spagna(43) e la Cina (41). Tra i siti italiani si possono ricordare le Dolomiti, i Sassi di Matera, la piazza del Duomo di Pisa, la costiera Amalfitana, Pompei e ovviamente Roma e Venezia. In Piemonte, la palazzina reale di Stupinigi e i Sacri monti.
Langhe e Monferrato protetti dall'Unesco?
La candidatura a Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco per i paesaggi vitivinicoli delle zone del Langhe-Roero e delle Monferrato è stata presentata in Italia. Il progetto è stato lanciato nel 2002 e ha coinvolto 78 comuni della provincia di Cuneo, Asti e Alessandria. I paesaggi vitivinicoli sono caratterizzati da architetture del vino e borghi arroccati sui colli, e sono considerati unici nel panorama mondiale. L'Unesco non impone obblighi, ma i comuni devono rispettare i vincoli precisi per mantenere le caratteristiche che hanno portato al titolo di Patrimonio dell'umanità.
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