Milano. Grazie ad alcuni istituti di credito, molte collezioni sono state riformate mettendo insieme pezzi che risultavano sparsi nel mondo o erano finiti in malora. In questo modo non solo si ricompone il patrimonio originario, ma in molti casi il valore delle opere stesse - calate in un contesto organico - tende a crescere rispetto alla considerazione della realizzazione singola. Senza dimenticare, poi, le collezioni create ad hoc dagli istituti di credito per arricchire di prestigio le proprie sedi storiche e gli uffici in cui sono ospitati gli sportelli. Come nel caso di Banca Monte dei Paschi di Siena, la cui raccolta si è formata un po' seguendo un progetto organico, per il resto in seguito alla stratificazione di scelte e commissioni effettuate nel tempo. Si è così prodotta una collezione di dipinti, sculture e arredi di scuola senese dal XIV al XIX secolo, che si affianca ormai ai più celebri musei della città. Del resto, un'opera d'arte è lo stesso Palazzo Salimbeni (identificato anche come Rocca Salimbeni), sede centrale della banca. Una costruzione in stile gotico senese, con i rimaneggiamenti ottocenteschi e novecenteschi in stile neogotico che hanno cercato di riprodurre lo stile della Siena del Trecento, con le trifore sotto archi a sesto acuto e la merlatura in alto. Quanto alla pittura, le prime opere sono state realizzate per dar lustro e fama all'istituto di credito al momento della sua creazione e negli episodi rilevanti della sua attività. Così nel 1481. per celebrare la fondazione del Monte di Pietà avvenuta nove anni prima, viene commissionato a Benvenuto di Giovanni del Guasta l'affresco della Madonna della Misericordia, tuttora esistente e collocato all' interno di una delle sale di Palazzo Salimbeni. In occasione di altri episodi salienti nella storia della banca, un compito analogo è stato affidato ad altri artisti in voga al momento, come Lorenzo Rustici (la Pietà, fatto dipingere a ricordo della riforma medicea del Monte, attuata nel 1568), Arcangelo Salimbeni (che ha realizzato Cristo deposto dalla croce) e Francesco Vanni (I Figli di Giacobbe). Nel 1644 tocca al pittore Raffaello Vanni l'incarico di dipingere una Vergine col Bambino, destinata ad arredare l'ingresso della Cancelleria. La presenza del Monte in campo culturale in parte anche dovuta al proprio originario carattere pubblicistico e al legame peculiare con l'area di azione nella quale ha operato dalla sua fondazione, corrispondente - a grandi linee - alle attuali province di Siena e Grosseto. Vale a dire il territorio che formava l'antico Stato repubblicano di Siena, passato dopo la metà del Cinquecento a far parte. con propria autonomia amministrativa, dello Stato mediceo. Di pari passo con il potenziamento e la valorizzazione dei beni storici e artistici di proprietà, l'istituto di credito senese si è mosso sostenendo le istituzioni pubbliche locali nel loro impegno a favore della cultura. Anche in tempi più recenti non è. in ogni caso, venuto del tutto meno lo spirito della committenza, in particolare con la tela di Valerio Adami raffigurante un'allegoria sulle origini del Monte dei Paschi. Commissionata dalla banca per decorare la grande parete del foyer dell'auditorium del suo nuovo complesso per uffici, l'opera raffigura il Monte che scaccia l'usura da Siena.