Oggi Ripa di Meana e la Borghese incontrano il sindaco in vista della Conferenza dei servizi. E Italia Nostra chiede lo stop al tunnel Il progetto definitivo: «Carreggiata ridotta, ingressi auto spostati e un altro piano interrato: sarebbe un disastro paesaggistico» L'appuntamento è per questa mattina. Armati di disegni e perizie, Italia Nostra guidata dal suo presidente Carlo Ripa di Meana e il Comitato Ripetta, anch'esso guidato dal suo presidente Benedetta Borghese, si recheranno da Gianni Alemanno. E chiederanno di congelare la costruzione del tunnel dell'Ara Pacis. Ci vanno a soli tre giorni dalla Conferenza dei servizi, in programma per mercoledì, mettendo sul tavolo tutte le carte a loro disposizione: vogliono dimostrare come per quell'angolo di Roma, tutelato dalla legge e dall'Unesco, vi siano seri rischi paesaggistici. E soprattutto invocano la salvezza per i «sacri platani» del lungotevere. «Noi puntiamo a fermare prima del suo svolgimento la Conferenza dei servizi afferma Carlo Ripa di Meana perché è stata preceduta da gravi e ripetute sviste procedurali che ne violano la legittimità e aprono la realizzazione del sottopasso a innumerevoli ricorsi. Le tre fasi che finora si sono svolte progetto preliminare, istruttoria per il bando e progetto definitivo presentato dall'impresa Todini, che sono stati richiesti e esaminati da 35 associazioni - hanno portato alla luce una serie di gravissimi problemi tecnici. E per di più ci sono i problemi botanici per la salvezza dei platani e, secondo un testo che ho letto, ci sarebbe anche un abuso edilizio». Le indiscrezioni parlano di un progetto definitivo assai differente dal progetto preliminare. Sarebbe stata ridotta di 70 centimetri la carreggiata del sottopasso, in pratica fuori norma. Inoltre l'ingresso e l'uscita delle auto dal parcheggio invece che all'altezza dello slargo fra Passeggiata di Ripetta, via Brunetti e via della Penna, come nel preliminare, sarebbero ora più interni, perfino con problemi di sicurezza per i pedoni; al parcheggio sarebbe stato aggiunto un altro piano interrato creando problemi con la falda acquifera e riflessi sull'agibilità dei piani interrati dei palazzi. E infine il profilo delle pendici con i due livelli di rocce ideati dal Valadier verrebbe compromesso da due rampe, mentre i platani rischiano di essere abbattuti. E vi sarebbe anche un ingresso in più per le auto: all'altezza di via del Fiume e solo per coloro che hanno acquistato un box. «Se realizzata aggiunge Ripa di Meana quest'opera mette Roma alla gogna internazionale per un crimine botanico e paesaggistico». «Questo progetto aggiunge Benedetta Borghese, principessa con il palazzo di famiglia sulla Passeggiata non risolve i problemi del traffico visto che i semafori rimangono, creando così problemi di sicurezza stradale, perché si incontrano nello stesso punto l'ingresso del parcheggio e gli svincoli stradali: per di più, la rotatoria sembra essere fuori norma e mette a rischio l'ingresso di un palazzo vincolato. Poi si perderebbe tutta la parte storica delle scogliere dei primi del '900 e la sistemazione storica del lungotevere». Certi delle loro carte i comitati iniziano così una dura battaglia. Ma «noi contiamo sull'appoggio del sindaco conclude Benedetta Borghese- che ha già dimostrato di ascoltare i cittadini e congelato il parcheggio di via Fermi».