I neoministri del governo Monti, Andrea Riccardi per la cooperazione internazionale e l'integrazione, e Lorenzo Ornaghi per i beni culturali, sono due vecchie conoscenze della nostra città. Il primo, apprezzato professore di storia contemporanea, ha tenuto nel marzo 1996 la prolusione al convegno sull'attività pastorale di mons. Aurelio Sorrentino, nel quadro de ll vescovo meridionale nell'Italia repubblicana tra storia e memoria, che si è svolto a Reggio. Ricordo che andando a riceverlo all'aeroporto sono rimasto sorpreso di vedere che viaggiava sotto scorta. Erano giorni in cui con la mediazione della Comunità di Sant'Egidio, di cui era presidente, si concludevano le trattative di pacificazione tra la guerriglia e il governo del Mozambico. Recentemente ha stilato un'approfondita prefazione ai Diari dello stesso arcivescovo reggino in cui, tra l'altro, ha scritto: «Sbaglierebbe chi pensasse che queste pagine sono un testo di storia segreta. Eppure non sono nemmeno pagine edulcorate o apologetiche. C'è in questo testo di confidenze la storia concreta e interiore di un vescovo del Concilio, che è spirituale e molto umana». Il professor Riccardi ha promesso di ritornare a Reggio perla presentazione dei due volumi che si riferiscono agli eventi più importanti dei 38 anni dell'episcopato di monsignor Sorrentino nella Chiesa e nella società calabro-lucana. Del rettore dell'Università Cattolica di Milano, il professor Lorenzo Ornaghi, ricordiamo la relazione tenuta alla 46. Settimana sociale dei cattolici italiani svoltasi a Reggio nell'ottobre 2010, durante la quale ha svolto il tema tuttora attualissimo su Lo stato dell'Italia: il presente che c'è il futuro che ancora possiamo costruire. Proprio in quell'occasione, analizzando i rischi di uno spaesamento dei cattolici, aveva richiamato l'urgenza di lavorare alla formazione di una nuova generazione di credenti capaci di assumere e bene esercitare responsabilità pubbliche nella vita civile e in quella politica del Paese. Visitando i Bronzi di Riace, il rettore della Cattolica in quell'occasione sottolineava il significato dei beni culturali di cui ricco il territorio calabrese per lo sviluppo turistico ed economico della regione. Farebbero bene i nostri amministratori a ricordarlo al nuovo ministro, dal quale dipendono gli stanziamenti per completare i lavori di restauro del Museo. Mentre al responsabile del nuovo dicastero che dovrà coniugare la cooperazione internazionale con le politiche dell'integrazione saremo anche noi a richiamare il "modello Riace" e degli altri Comuni della costa ionica che sono all'avanguardia in Italia per l'accoglienza agli immigrati. Siamo sicuri che nessuno dei due deluderà le attese. Anche per onorare le dichiarazioni fatte all'atto di accettare l'incarico. L'impegno per una cultura viva e vitale, infatti, fa parte della loro formazione ma soprattutto dell'esperienza maturata in questi anni, a servizio delle istituzioni di cui sono responsabili. È soprattutto con gesti e decisioni concrete che dimostreranno di avere a cuore il presente e il futuro dell'Italia, rispondendo alle sfide di crescita che il Paese deve affrontare.
Reggio Calabria. Due ministri amici e utili alla città
Due neoministri del governo Monti, Andrea Riccardi e Lorenzo Ornaghi, sono stati nominati per la cooperazione internazionale e l'integrazione. Riccardi, professore di storia contemporanea, ha tenuto una prolusione al convegno sull'attività pastorale di mons. Aurelio Sorrentino. Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica di Milano, ha tenuto una relazione sulla situazione dell'Italia e ha sottolineato l'importanza dei beni culturali per lo sviluppo turistico ed economico della regione. Entrambi hanno promesso di lavorare alla formazione di una nuova generazione di credenti capaci di assumere responsabilità pubbliche. Sono stati nominati per coniugare la cooperazione internazionale con le politiche dell'integrazione.
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