Visita la mostra dell'arcidiocesi Sull'agenda del neo ministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi c'è già il tema della Grande Brera. E non poteva essere altrimenti per lui, milanese (o meglio monzese) ed ex rettore della Cattolica. Per la sua prima uscita pubblica ha scelto la mostra a Palazzo Reale organizzata dalla Curia e dedicata al nuovo Evangelario. Ad accoglierlo, insieme ai curatori della mostra, l'arciprete del Duomo monsignor Luigi Manganini, l'assessore comunale alla Cultura Stefano Boeri e, a sorpresa, il sindaco Giuliano Pisapia. Ornaghi ha assicurato il massimo impegno per «esportare» un modello «positivo»: «Ma prima di valutare dei provvedimenti dovrò studiare e capire, sono cocciuto e taciturno», ha detto. Il riferimento è sia al futuro (ancora agitato) di Brera sia ai tagli alla cultura che appaiono quasi inevitabili per il governo Monti. Ma il neo ministro ha assicurato che «c'è un'attenzione alla Grande Milano e credo che tutto stia portando in questa direzione». L'assessore Boeri ha chiesto di partire immediatamente con Brera: «Una situazione indecente, con opere costrette nei depositi». Una posizione sostenuta anche dal Nobel Dario Fo che ha criticato la soluzione del trasloco in via Mascheroni: «Bisogna trovare un posto adatto che migliori e non peggiori le condizioni».
La prima uscita del neo ministro Ornaghi. Milano diventi modello
Il neo ministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha visitato la mostra dell'arcidiocesi "Sull'" a Palazzo Reale, organizzata dalla Curia e dedicata al nuovo Evangelario. Ha incontrato l'arciprete del Duomo, l'assessore comunale alla Cultura Stefano Boeri e il sindaco Giuliano Pisapia. Ornaghi ha assicurato di lavorare per esportare un modello positivo per la cultura milanese, ma ha detto di studiare e capire la situazione prima di prendere provvedimenti. La mostra è stata criticata per le opere costrette nei depositi, e il Nobel Dario Fo ha criticato la soluzione del trasloco in via Mascheroni.
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