Suona l'allarme a Brera. Un problema tecnico sembra, ma ieri mattina nel mezzo dell'assalto per le visite gratuite offerte dal Comune nella domenica senz'auto è partito a ripetizione il campanello. A poca distanza, in piazza San Fedele, l'assessore alla Cultura Stefano Boeri alzava gli occhi. Si dice che lui suonerebbe volentieri la «campana» per il commissario del governo perla Grande Brera Mario Resca. E forse avrà voluto lanciare un messaggio al neoministro alla Cultura Lorenzo Ornaghi passato dalla guida dell'università Cattolica al governo Monti, che ieri mattina ha visitato Palazzo Reale nella nuova veste. «Dopo gli Uffizi - afferma l'assessore Boeri -, abbiamo il polo d'arte più importante d'Italia e non lo sappiamo usare: è indecente e inaccettabile». La metà delle opere avverte «sono nascoste, gli spazi sono piccoli, abbiamo da trent'anni un palazzo disponibile a trenta metri da Brera: è incredibile questa situazione. Finchè non sistemiamo Brera, non avremo cambiato l'Italia, il giorno che avremo risolto Brera cominceremo a dire che l'Italia è migliorata». Il progetto della Grande Brera prevede l'uso degli spazi della caserma di via Mascheroni per l'Accademia di Belle Arti e di Palazzo Citterio per allargare la mostra di opere d'arte. E dopo le petizioni, ieri è tornato alla carica contro il trasloco in via Mascheroni Dario Fo, approfittando dell'incontro coni cittadini perla domenica a piedi negli spazi dell'Accademia: «Bisogna bloccare lo scempio, il trasferimento alla caserma è assurdo». Sul progetto della Grande Brera il ministro Ornaghi non si è scomposto, «se si vuole lavorare bene prima bisogna capire». Assalto a Brera ma anche negli altri musei che per la DomenicAspasso hanno aperto le porte gratis o con ingressi ridotti. Dal Museo del Novecento (6milavisite) al Castello a Palazzo Reale alle Gallerie d'Italia (2.500) alla Pinacoteca (5mila). Milanesi in coda anche per le visite guidate dai 17 ciceroni-vip arruolati dal Comune. «Tutta mia la città» la colonna sonora suggerita da Lella Costa alla folla che ha assistito alla sua visione sull'arte di Lucio Fontana. Un assist al sindaco, visto che è stata anche la canzone protagonista della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. Alle nuove Gallerie d'Italia in piazza Scala la «lezione» della direttrice di «Vogue» Franca Sozzani, Enzo Mari ha commentato «Il Cristo morto» del Mantegna alla Pinacoteca di Brera. In 700 alla lectio magistralis sempre a Brera di Dario Fo, che ha fatto il bis (la terza volta proiettata una registrazione). Il writer Brosha raccontato la «Donna in bronzo» di Lucio Fontana al Museo del Novecento. Prese d'assalto anche le piscine comunali che ieri sono rimaste aperte con ingresso gratuito. In 1.500 hanno visitato Palazzo Marino aperto al pubblico fino alle 13.30. In periferia: 700 visite a Villa Schleiber a Quarto Oggiaro (e divorati 100 chili di castagne).
Milano. A Brera suona l'allarme (anche per Mario Resca)
A Milano, il Comune ha aperto le porte dei musei e delle gallerie d'arte per la DomenicAspasso, offrendo ingressi gratuiti o ridotti. A Brera, il campanello ha suonato a ripetizione durante l'assalto per le visite gratuite, mentre l'assessore alla Cultura Stefano Boeri ha lanciato un messaggio al ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi, affermando che il polo d'arte più importante d'Italia non è stato utilizzato adeguatamente. Il progetto della Grande Brera prevede l'uso degli spazi della caserma di via Mascheroni per l'Accademia di Belle Arti e di Palazzo Citterio per allargare la mostra di opere d'arte.
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