ROMA CAPITALE: IL SECONDO DECRETO IN CONSIGLIO DEI MINISTRI (ASCA) - Roma, 21 nov - Il secondo decreto per Roma Capitale che stabilisce i poteri che dovra' avere il nuovo Ente giunge questa mattina in consiglio dei ministri in "zona Cesarini". La decisione di Mario Monti di mettere in discussione il provvedimento in scadenza oggi, fa seguito al primo decreto che disegnava i contorni di Roma Capitale, a partire dal nuovo nome del consiglio comunale - oggi Assemblea Capitolina - varato all'inizio del percorso attuativo del federalismo fiscale. Il secondo decreto, invece, dovra' stabilire quali sono i poteri che vengono trasferiti dallo Stato a Roma Capitale e quali, con legge regionale, verranno ceduti dalla Regione Lazio o, in alternativa, gestiti in collaborazione tra le due istituzioni. Con il provvedimento all'ordine del giorno del Cdm di questa mattina, si delimiteranno dunque le aree di competenza statale che passano a Roma Capitale. Al Campidoglio potrebbero cosi' andare la valorizzazione dei beni culturali, il commercio, il turismo, le attivita' produttive e la Protezione Civile. Per quanto riguarda le materie attualmente di competenza regionale, i settori di cui si parla sono la pianificazione territoriale e il trasporto pubblico locale. Altro aspetto al vaglio - questione che ha scatenato non poche polemiche nei giorni scorsi, polemiche che si uniscono a quelle dalla Lega, secondo la quale il nuovo governo dovrebbe concentrarsi sul federalismo fiscale non a partire da Roma Capitale - e' la possibilita' paventata da La Destra di Storace di utilizzare questo decreto per aumentare i posti dei consiglieri comunali. Come spiegato dallo stesso Storace il rischio e' che il provvedimento conterra' il ritorno dei consiglieri comunali a 60, contro gli attuali 48. "Sotto osservazione", infine, anche la questione dei Municipi, che andranno a ridursi passando dai 20 attuali a 15.
Roma capitale: il secondo decreto in Consiglio dei ministri
Il secondo decreto per Roma Capitale, che stabilisce i poteri dell'Ente, è stato presentato in consiglio dei ministri. Il decreto definisce le aree di competenza statale che passano a Roma Capitale, come la valorizzazione dei beni culturali, il commercio, il turismo, le attività produttive e la Protezione Civile. Le materie attualmente di competenza regionale, come la pianificazione territoriale e il trasporto pubblico locale, saranno gestite in collaborazione tra le due istituzioni. Il provvedimento ha scatenato polemiche, in particolare sulla possibilità di aumentare i posti dei consiglieri comunali. La questione dei Municipi, che passeranno dai 20 attuali a 15, è stata anche oggetto di discussione.
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