Il complesso religioso della Vergine, a Fucecchio, vive vita grama. Di più: quel che fu, nel Medioevo, un oratorio, posto all'incrocio di 5 vie, frequentato da migliaia di fedeli, per l'esistenza di una bella immagine della Madonna, eppoi sacro ritiro tra i più importanti, se non il più importante, della Toscana, fondato da san Teofilo da Corte nel Settecento; questo luogo sembra destinato al silenzio. E il silenzio, in questo caso, equivale alla morte. Non ospita più religiosi da tempo. Figure come padre Faustino, padre Carlo, padre Checchi, padre Nazareno, padre Ceci vivono, ormai, nel ricordo di pochi. Gli Identes se ne sono andati da un anno. Erano arrivati dopo che i francescani avevano alzato bandiera bianca, preferendo altre località. Decisione doppiamente discutibile. Non teneva nella dovuta considerazione la storia del complesso e il sentire dei fedeli. Nello stesso tempo, si lasciava che subentrasse un ordine (Identes) estraneo alla cultura della comunità. Ordine, per di più, presentatosi con la grancassa (verranno religiosi e religiose), ben presto ammutolita: non si è mai andati oltre uno, massimo due elementi, non sempre in sintonia con la gente. La chiesa sta aperta solo la mattina, grazie ad alcuni volontari della contrada Porta Raimonda. Cancellata la messa del pomeriggio. C'è solo il sabato e la vigilia di solennità. Si ritiene di supplire con la messa, dal lunedì al venerdì, delle 8.15. Da poco, la messa delle 11, la domenica, è stata spostata a mezzogiorno togliendola dalla Collegiata. Soluzione che riempie, sì, la chiesa. Ma, alla fine, torna il silenzio. E' stata rimossa dall'altare maggiore l'immagine antica della Madonna, ritrovata per caso. Ed è stata relegata in sacrestia, accessibile a pochi. La giustificazione: due immagini della Madonna (l'altra è rappresentata dalla statua dell'Immacolata, risalente al Seicento) non possono stare nella stessa chiesa. E prima? Nessuno può visitare il chiostro. Le porte d'accesso vengono tenute chiuse. Nessuno può visitarlo. Non si può sostare sulla tomba di Giuseppe Montanelli e non si possono vedere gli affreschi sulla vita di San Francesco. Inoltre, si sente dire, con insistenza, che i francescani avrebbero intenzione di vendere quel che è di loro proprietà: il convento. Che è ridotto male. Per ora, sono solo voci. Ma bastano a suscitare indignazione nella comunità. Di fronte a questa situazione, nessuno deve chiamarsi fuori, accampando pretesti, o trincerandosi dietro il silenzio. Da parte della comunità arriva pressante la richiesta di ridare vita al complesso religioso. Per centrare l'obiettivo, servirebbe riesaminare, con spirito costruttivo, la proposta, avanzata a suo tempo: quella d'elevare la chiesa della Vergine a parrocchia. Ricavando, nel convento (concesso dai francescani a titolo gratuito), l'appartamento per il parroco e gli uffici necessari. Il resto, destinarlo, d'accordo tutta la comunità ecclesiastica di Fucecchio, alla prima accoglienza. Infine, le stanze del chiostro e il chiostro stesso, di proprietà del Comune (come la chiesa), dovrebbero facilitare momenti d'incontro, coinvolgendo associazioni di volontariato e culturali. Tutto questo, ovviamente, accertata la volontà dei francescani di ripensare alla scelta, dolorosa per tutti, d'abbandonare Fucecchio. Voglio dire di più, rivolto anche alla comunità, ai giovani e vecchi scout, a quanti insomma hanno a cuore i beni culturali di Fucecchio. Potrebbe servire, alla rinascita del complesso religioso, per essere motore, tra l'altro, di iniziative culturali, archivio di memorie, nel chiostro, la costituzione di una Compagnia, caso mai intitolata a San Teofilo. Via, non stiamo con le mani in mano.
Fucecchio. Sos per il complesso della Vergine
Il complesso religioso della Vergine a Fucecchio, che una volta era un oratorio e sacro ritiro importante, vive una vita grama. I religiosi francescani hanno deciso di abbandonare il luogo, lasciando solo alcuni volontari a mantenere la chiesa aperta solo la mattina. La decisione è stata considerata discutibile dalla comunità, che chiede di ridare vita al complesso. La comunità propone di elevare la chiesa della Vergine a parrocchia, ricavando spazi nel convento per il parroco e gli uffici, e di utilizzare il chiostro e le stanze del convento per momenti di incontro e culturali.
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