La cultura batte cassa a Roma: sopravvivenza a rischio L'OPERA da tre soldi sarebbe il titolo che più rende l'idea. Perché davvero la cultura in Toscana non ha mai avuto le tasche tanto vuote e l'orizzonte così incerto, come si capisce mettendo insieme le testimonianze sul campo raccolte ieri negli Stati generali della cultura organizzati dal Pd toscano. Naturale che l'affacciarsi del governo Monti riaccenda qualche flebile speranza di riaprire i giochi. «Alla Crusca basterebbe la sicurezza di avere una quota stabile di fondi per lavorare in serenità», confessa Domenico De Martino, collaboratore della presidente dell'Accademia, che tra l'altro ha un contratto da co.pro.co. Il direttore del Festival Pucciniano Franco Moretti non è neppure sicuro di poter allestire il programma del 2012: «Ci hanno tagliato il fondo Fus di 1 milione e 400 mila euro che rappresentava il 40 per cento dei nostri introiti», spiega desolato, «anche se con sole 13 serate abbiamo incassato 1 milione e sei, dimostrando di funzionare bene». Il sindaco di Stazzema Michele Silicani ha scritto al ministro Ornaghi per chiedere di resuscitare i 50mila euro cancellati dal bilancio dei Beni culturali per tenere in vita il museo di Sant'Anna. Marco Giorgetti manager della Pergola (sostenuta da Ente Cassa e Palazzo Vecchio ma non dallo Stato) ricorda che «la cultura non rende e non fa guadagnare ma la politica deve capire che serve a formare i cittadini e va intesa come un servizio pubblico». La sovrintendente del Maggio Francesca Colombo, alle prese con una delicata trattativa sindacale, scommette «sul ruolo sempre più incisivo degli sponsor non più mecenati ma investitori». Il regista Giancarlo Cauteruccio fa notare come «gli artisti siano sempre più presenti nei momenti di crisi della politica, mentre i politici si vedono troppo poco nei teatri dove si fa arte viva». Qui qualcuno almeno lo ascolta. Oltre al segretario regionale Andrea Manciulli e al presidente della commissione cultura del consiglio Nicola Danti, ci sono i senatori Vittoria Francoe Andrea Marcucci (firmatari di una proposta di legge sulla Crusca) e c'è l'assessore toscano Cristina Scaletti che conferma per il 2012 tutti i contributi messi a disposizione quest'anno, un annuncio che darà qualche sollievo a Claudio Martini per l'Ort, Manrico Ferrucci per il Verdi di Pisae Luca Dini per la fondazione Pontedera Teatro. Marcucci fa tre proposte concrete: «Defiscalizzazione degli investimenti privati in cultura, una legge ordinaria per dare 1 milione l'anno alla Crusca, fondi del Fus su base triennale per garantire certezze ai teatri». Sarebbe quasi una rivoluzione.