Amenta: «Siamo all'anno zero» Sortino. È un grido d'allarme quello che arriva dal territorio del comprensorio Val d'Anapo, per quanto riguarda la grave crisi che stanno vivendo le aziende e le imprese del turismo, che in questi anni hanno creduto ed investito, assieme ai Comuni, nello sviluppo di quest'area. Ad oggi, sebbene se ne parli da almeno 50 anni, il vero turismo in queste zone iblee non è mai partito: è fermo all'anno zero. Si spera che nella riunione fissata per mercoledì a Palermo, nella sede dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente, il presidente della Provincia, Nicola Bono, non si fermi alle sole parole e giunga ad atti concreti, anche perché si tratta di una riunione utile alla definizione degli ultimi passaggi relativi al protocollo di intesa che dovrà portare alla realizzazione del progetto per la valorizzazione e fruizione della riserva naturale di Pantalica-Valle dell'Anapo. Bono, che sarà accompagnato dai sindaci dei Comuni interessati, incontrerà i direttori generali dell'assessorato regionale all'Ambiente Giovanni Arnone, dei Beni culturali Gesualdo Campo e Salvatore Giglione dell'Azienda Foreste demaniali. Le politiche del turismo e della promozione turistica della zona iblea messe in atto fino ad ora sono totalmente da bocciare e da rivedere. Soltanto negli ultimi tempi, sia l'azienda Forestale sia la della Sovrintendenza hanno rivisto le loro posizioni che in precedenza avevano portato solo una inutile confusione negli scenari turistici. Nonostante gli incessanti e facili annunci non si è mai riusciti ad imprimere la svolta vincente. Il turismo in questo nostro comprensorio ibleo, che annovera siti come Pantalica e il barocco di Palazzolo, che sono stati dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità, e a cui si devono aggiungere i monumenti barocchi ed i caratteristici musei, sta vivendo una delle pagine più tristi della sua storia. Di recente, i sindaci dell'Unione dei Comuni «Valle degli Iblei» hanno intrapreso un'azione sinergica. E questo ha già portato ai primi risultati positivi, che però restano sulla carta. «A marzo - afferma il sindaco di Canicattini Paolo Amenta - si potrebbero avere i primi interventi concreti. Infatti, con i fondi europei del Pist (Piano integrato dello sviluppo territoriale), d'accordo con gli altri enti interessati, è stato commissionato l'acquisto di un trenino, simile a quello che una volta percorreva questi luoghi. Saranno due i trenini, uno che partirà dell'ex stazione ferroviaria Fusco-Sortino e l'altro che partirà dall'ex stazione di Cassaro con un'unica destinazione: l'ex stazione ferroviaria di Pantalica». Intanto, per gli imprenditori che hanno investito su questo territorio, realizzando strutture ricettive ed agro-alimentari, possono solo vedere che un altro anno è passato nella confusione e nella mancanza di regole certe che sembrano essere state prese in considerazione. Il progetto del trenino si sta potendo attuare solo perché si è venuti a più miti consigli. Basta pensare, infatti, che non più tardi di un anno fa, l'ex stazione ferroviaria di Pantalica era stata restaurata, con un progetto del Gal Val d'Anapo, e l'azienda Forestale aveva rifiutato di prenderla in consegna. Da molto tempo questo territorio soffre e non ha più bisogno di chiacchiere ma di soluzioni in grado di far tornare il comprensorio ibleo a livelli turistici e di vita accettabili.