Via Crociferi Montano le polemiche sui mancati interventi necessari per il Collegio dei Gesuiti di via Crociferi. Dopo che ieri la Sovrintendenza aveva accusato la Provincia, segnalando anche la condizione di degrado dell'immobile Patrimonio dell'Umanità, finito anche nel degrado di ladri e vandali, adesso il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione si dice sbalordito e difende l'operato del proprio ente. Castiglione chiama in causa la Regione, ricordando il trasloco degli studenti dell'Istituto d'Arte, e chiama in causa la Regione. Giuseppe Castiglione si dice sbalordito. «Che cosa c'entra la Provincia con il mancato inizio dei lavori di messa in sicurezza dell'ex convento dei Gesuiti? E' assurdo sostenere una cosa simile come ha fatto la sovrintendente». Il presidente della Provincia ricorda il settembre di due anni fa quando, dopo una lunga resistenza da parte dell'allora preside dell'Istituto d'Arte, si arrivò allo sgombero d'urgenza, ad un trasloco fatto a rotta di collo, studenti, professori e genitori in piazza a reclamare il sacrosanto diritto allo studio. «La sovrintendente forse non ricorda che il suo predecessore, ora dirigente generale dei Beni culturali della Regione, fece sgomberare la scuola in fretta e furia perché l'immobile aveva problemi strutturali e ne era stata dichiarata l'inagibilità?». Il riferimento è all'arch. Gesualdo Campo che pure Castiglione evita di nominare. «La Provincia ha fatto la sua parte in condizioni di emergenza e di estrema difficoltà: siamo andati via subito, abbiamo trovato un'altra sede, a caro prezzo e abbiamo fatto un trasloco difficile. Cosa vengono a dirci, adesso, di arredi o altri oggetti all'interno? Cosa ci vengono a dire di chiavi da restituire? Siamo entrati per il trasloco dietro autorizzazione della sovrintendenza che poi, quando siamo andati via, ha cambiato le chiavi. E, comunque, non è certo questo il motivo per cui non sono stati ancora avviati i lavori che la stessa sovrintendenza ha ritenuto tanto urgenti da mandare via gli studenti ad anno iniziato. E sono passati due anni senza che abbia fatto nulla». La sovrintendente accusa la scuola, e per lei la Provincia, di avere abbandonato per terra arredi, oggetti, materiale didattico, computer e montagne di spazzatura. E dice anche che, nel frattempo, sono cambiate le norme e che si è dovuto provvedere a nuove indagini, e relativi progetti, con i tempi lunghissimi della burocrazia tanto che l'avvio dei lavori di messa in sicurezza è previsto per la prossima primavera. E dire che i relativi fondi - in origine quasi 11 miliardi di vecchie lire - sono stati stanziati nel 2001, un'altra era, un'altra moneta. E qui parte l'affondo del presidente della Provincia. «Questi sono della sovrintendenza e della Regione. Le norme cambiano per tutti, ma noi abbiamo cercato di adeguarci in tempi rapidi. La verità è che questa vicenda è l'emblema dell'inefficienza e dell'incapacità della Regione di utilizzare le risorse comunitarie. E' l'emblema dell'incapacità di risolvere i problemi, lo specchio di quello che succede alla Regione. Questa è veramente una "bella" storia di ordinaria burocrazia. Verrebbe da dire fatti loro, ma l'ex convento dei Gesuiti è un monumento patrimonio dell'Umanità che va tutelato e valorizzato. Bisogna trovare il modo e gli strumenti più idonei per farlo e per farlo in fretta». Intanto la stamperia della scuola, una delle più antiche di città, dotata di una grande varietà di caratteri a piombo - macchine che l'Istituto d'Arte non aveva potuto portare con sé nel trasloco per mancanza di risorse e di spazio - entra a far parte dei beni della sovrintendenza con la speranza che la valorizzi e la renda visitabile. Infine, in attesa che partano i lavori, è indispensabile rimuovere l'erba che cresce alta tra i ciottoli di fiume che compongono il disegno barocco del primo cortile progettato da Vaccarini. La sovrintendente dice che è stato già fatto pochi mesi addietro, ma ad ogni pioggia l'erba rinasce e le radici distruggono il «tessuto» di questo pavimento di suggestiva bellezza. Intanto, sulla vicenda, il senatore Enzo Bianco ha annunciato un'interrogazione parlamentare al neoministro per i Beni Culturali a tutela del monumento e di tutta via Dei Crociferi.