Appello dei comitati scesi in piazza davanti alla Bocca della Verità. "Questa è la città della monnezza" UN UOMO crocefisso con un cartello sul petto che dice: «Sono uno zero e voglio rifiuti zero». Sotto i piedi tanti sacchi neri di rifiuti con il nome di tutte le località coinvolte nella protesta. Il popolo antidiscarica è tornato a manifestare: da piazza Santi Apostoli, dove ha organizzato il primo sit in romano due settimane fa, ieri si è spostato in largo Bocca della Verità. «Questo crocefisso - dicono dal palco improvvisato su un camion - sarà il nostro tormentone. Lo porteremo sempre con noi in tutte le manifestazioni». Perché questa è l'intenzione dei due coordinamenti che hanno dato vita alla protesta, Rifiuti zero Lazio e Waste zero Lazio: tenere sempre alta l'attenzione sul tema discariche, continuare a lanciare messaggi al commissario Giuseppe Pecoraro, che ha scelto i due siti temporanei di Corcolle e Riano per il dopo Malagrotta, e alla presidente della Regione Renata Polverini, che ha individuatoa Pizzo del Prete il sito per la discarica definitiva, dove dovranno andare solo rifiuti trattati. Ma il bersaglio polemico è anche il sindaco Gianni Alemanno, accusato di non spingere abbastanza sul porta a porta. «Roma è la capitale della monnezza », urlano al microfono. E tutt'intorno gli striscioni dicono: «Pizzo del Prete non si tocca», «Non bruciamo il futuro, differenziamolo», »Né qui né altrove». A sostenere la manifestazione, anche i Verdi, Sel, la Coldiretti, Cgil, Cisl, Uil, Usb. «Ci troviamo di frontea un commissario che ha una verae propria delega in bianco e che agisce in base a un piano rifiuti inesistente, il quale prevede una soluzione fatta di discariche e inceneritori», dichiara il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio. «La giunta Polverini - dice Salvatore Biondo, della Cisl - ha scritto due piani rifiuti. Quello dovuto per legge, ma che non verrà mai realizzato, perché la condizione è raggiungere entro il 2011 il 60 di raccolta differenziata, e quello reale, il cosiddetto scenario di controllo, che invece apre la strada al quinto inceneritore». «Siamo contro le discariche di rifiuti tal quale, come invece sarebbero quelle di Corcolle e Riano», dichiara Eugenio Stanziale, della Cgil. «Quello che bisogna fare - riprende Biondo - è aumentare la produzione di cdr, il combustibile da rifiuti, perché gli impianti di trattamento rifiuti del Lazio sono pochi e sottoutilizzati». «Non vogliamo che sorga una discarica a meno di 300 metri dal sito archeologico sul quale stiamo lavorando - protesta Fabio Papi, che con un gruppo di volontari scava a Castel Campanile - abbiamo trovato tastimonianze che risalgono al neolitico e passano per l'età etruscae romana. Abbiamo in atto collaborazione con la sovrintendenza. Una settimana fa abbiamo portato 120 persone e visitare l'area».
I "No discarica" difendono Riano e Corcolle. "Non bruciamo il futuro, fate la differenziata"
I comitati antidiscarica hanno organizzato una manifestazione davanti alla Bocca della Verità a Roma. Il popolo antidiscarica è tornato a manifestare dopo due settimane di sit in nella piazza Santi Apostoli. I manifestanti portano un crocefisso con un cartello che dice "Sono uno zero e voglio rifiuti zero". La protesta è diretta contro il commissario Giuseppe Pecoraro e la presidente della Regione Renata Polverini, che hanno scelto i siti di Corcolle e Riano per la discarica definitiva. I manifestanti accusano il sindaco Gianni Alemanno di non spingere abbastanza sul porta a porta.
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