Con il prof. Puglisi per avanzare la candidatura Unesco dei due siti archeologici Ci sono buone chances perché presto i parchi archeologici di Selinunte, Segesta e delle Cave di Cusa possano rientrare a far parte del patrimonio mondiale Unesco. Ieri pomeriggio, a Palazzo Riccio di Morana, il presidente della Provincia Mimmo Turano ha consegnato formalmente la richiesta avanzata dalla Giunta, riguardante l'iscrizione di questi siti all'Unesco, al professor Gianni Puglisi, rettore dell'Università Iulm di Milano e presidente della commissione nazionale italiana per l'Unesco. All'incontro, cui ha partecipato anche Sebastiano Tusa, Soprintendente per i Beni culturali, Turano ha spiegato il perché la sua amministrazione si stia impegnando in questo senso. «La Provincia vanta un patrimonio culturale di inestimabile valore che dovrebbe essere valorizzato. In particolare, i siti di Segesta, Selinunte e delle Cave di Cusa, meritano un programma attento di conservazione. Per questo abbiamo lavorato con il soprintendente Tusa e con i sindaci di Castelvetrano, Campobello e Calatafimi Segesta per avanzare la richiesta. Penso che ciò possa fornire, infatti, uno sviluppo non solo culturale ma anche economico, incrementando i flussi turistici. Cito un dato, Selinunte viaggia sui 230.000 visitatori annui, io penso che si possa arrivare anche al milione, per ciò che esprime. Sappiamo che l'iter di approvazione da parte dell'Unesco sarà molto difficile, ma ci proveremo ugualmente». Sebastiano Tusa ha spiegato poi i pareri "scientifici" della richiesta. «Abbiamo scelto di accomunare Selinunte e Segesta - ha detto - nonostante la diversità dei siti, anticamente rivali, perché rappresentano l'incontro di due civiltà e dunque un momento di unione. Io credo che la richiesta sia legittima per il patrimonio culturale che esprimono». Gianni Puglisi ha infine illustrato quale sarà l'iter. «Oggi l'iscrizione nel patrimonio Unesco è molto più complicata di prima, dal momento che ogni Paese può richiedere due iscrizioni all'anno che sono sottoposte ad attenti controlli tecnici per verificarne diversi requisiti. L'Italia possiede 45 siti riconosciuti dall'Unesco e la candidatura avanzata da Trapani non sarà l'unica perché, tra le tante, ci sarà anche quella di Palermo per il percorso storico che lega la città a Cefalù e Monreale. Credo che queste siano le due migliori candidature, anche se quella di Trapani ha un "quid" in più per via della metafora dello scontro-unione tra Selinunte e Segesta e per i reperti che caratterizzano il parco di Selinunte, oggi conservati alla Fondazione Banco di Sicilia. Avverto tutti che, dunque, non sarà un percorso semplice. Ci sarà la necessità di investimenti maggiori per garantirne la fruibilità a tutti con una politica dell'accoglienza».
Candidatura Unesco. Selinunte e Segesta, prima rivali ora unite. Incontro a Palazzo Riccio
Ieri, il presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano, ha consegnato formalmente la richiesta di iscrizione dei siti archeologici di Selinunte, Segesta e delle Cave di Cusa all'Unesco al professor Gianni Puglisi, rettore dell'Università Iulm di Milano. La Provincia si è impegnata a valorizzare il patrimonio culturale di inestimabile valore dei siti, che meritano un programma attento di conservazione. Turano ha spiegato che la richiesta è legittima per il patrimonio culturale che esprimono e che l'iter di approvazione sarà difficile, ma che la Provincia si proverà ugualmente.
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