Non si può dire che il premier abbia pescato dal convegno di Todi Ma il significato mi pare evidente ROMA - Cè un "potere forte" che si svela e punta a rioccupare lo spazio perduto: la Chiesa. «Questo governo segna il risveglio dei cattolici in politica. Il senso della nostra presenza è chiaro». Parla Lorenzo Ornaghi, neo ministro della Cultura. Nel cortile di Montecitorio, in una pausa dei lavori, Ornaghi si concede una sigaretta e viene avvicinato da alcuni deputati che gli segnalano i problemi del loro territorio. Lex rettore della Università Cattolica risponde con cortesia, ma rinvia, prende tempo, accenna un «vedremo». Quando avrà chiaro cosa lo aspetta al ministero risponderà a tutti. Ha già unidea, invece, del peso che avranno i ministri cattolici militanti: lui, Andrea Riccardi, Renato Balduzzi. Soprattutto i primi due, ribattezzati dalle gerarchie «I cavalieri del Vaticano nel governo». «Non è più il momento delle deleghe - spiega Ornaghi violando con un sussurro la consegna del silenzio imposta ai membri dellesecutivo - . Non le diamo più a nessuno». Il professor Ornaghi è uno dei relatori del seminario di Todi (17 ottobre) che chiuse la stagione del rapporto tra la Chiesa e il governo di centrodestra. Con un termine che non piace al premier, quel giorno, dopo che il presidente della Cei Angelo Bagnasco aveva condannato i costumi di Berlusconi, fu staccata la spina. Il nuovo titolare dei Beni culturali fu protagonista di quella svolta. Della squadra cattolica infatti è quello con maggiore sensibilità politica. Riccardi lo supera nella rete di relazioni. Ma Ornaghi è stato allievo di Gianfranco Miglio e oggi siede sulla sua cattedra di Scienza politica, ha avuto un lungo sodalizio con Camillo Ruini, grazie alla sua moderazione è diventato luomo di cerniera tra Ruini e Martini quando nel 2002 fu eletto per la prima volta alla guida dellateneo milanese. I due cardinali-nemici scelsero Ornaghi per bloccare gli appetiti sul fiore allocchiello della cultura cattolica, quelli di sinistra e quelli di Comunione e Liberazione. «Il presidente Monti ha scelto in unarea di competenze. Non si può dire che abbia pescato dal convegno di Todi. Ma il significato delloperazione mi pare evidente», spiega adesso Ornaghi. La Santa sede ha offerto più di una sponda al berlusconismo, ma non ha retto di fronte agli scandali, allimmobilismo, al tramonto di unepoca che ormai si reggeva su Scilipoti. Oggi però è venuto il tempo di incarnare i valori della religione con rappresentanti sicuri. Senza deleghe. Ornaghi, persona specchiata a detta di tutti, teorizzò a Todi il big bang del sistema attraverso la «scomposizione e la ricomposizione» degli schieramenti. Nel cortile della Camera ora si schermisce: «È la mia posizione. Ma non potrò occuparmene neanche da lontano per un anno e mezzo. Devo svolgere un altro lavoro». Sarà ma forse proprio il governo sarà la palestra di un nuovo assetto e di un nuovo protagonismo dei cattolici. Ornaghi sorride e si allontana per gettare la sigaretta nel posacenere. Dicono che la pattuglia di Todi può rafforzarsi nella tornata di viceministri e sottosegretari. Carlo DellAringa, un altro professore della Cattolica, sarebbe pronto a entrare nella squadra dopo essere uscito dal gruppo dei ministri per il veto della Cgil. Il governo Monti deve in particolare tamponare la crisi economica. Ma allombra dellemergenza, farà anche politica. Al convegno di Scienza e Vita, Bagnasco, davanti a Casini, Bersani e Alfano, disegna una sorta di programma etico. E il segretario del Pd viene chiamato a tenere il punto della laicità: «La tecnica non è contro lumanità, il relativismo non è nichilismo. Offendete i non credenti se pensate che a noi non appartiene un umanesimo forte».
"Il governo Monti segna il risveglio dei cattolici in politica". Ornaghi: non è più il momento delle deleghe
Il ministro della Cultura, Lorenzo Ornaghi, ha espresso il suo punto di vista sulla presenza della Chiesa nella politica italiana. Secondo Ornaghi, il governo di centrodestra ha segnato il risveglio dei cattolici in politica e la Chiesa ha offerto una sponda al berlusconismo, ma non ha retto di fronte agli scandali e allimmobilismo. Ornaghi ha teorizzato a Todi il big bang del sistema attraverso la scomposizione e la ricomposizione degli schieramenti. Il governo Monti deve tamponare la crisi economica, ma allombra dellemergenza, farà anche politica. Ornaghi ha anche espresso la sua posizione sulla delega dei ministri cattolici militanti, affermando che non le daranno più a nessuno.
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