La Fondazione istituita nel nome dello scrittore ha realizzato un museo sul web con oltre 5mila documenti Il complesso di Maggiano va in malora, l'unica visita possibile è virtuale Contributi della Rai e del Vieusseux con foto e oltre 130 ore di filmati LUCCA. Si possono consultare gli scritti di Mario Tobino, vedere gli sceneggiati televisivi e gli spettacoli teatrali tratti dalle sue opere e percorrere le stanze dell'ex manicomio di Maggiano in cui Tobino lavorò per quarant'anni. Tutto via web. È il museo virtuale della Fondazione Tobino, presentato ieri a Maggiano, dove la Fondazione ha sede in un'ala dell'enorme complesso che un tempo ospitava l'ospedale psichiatrico. Con la piattaforma creata in due anni di lavoro e con l'ausilio di importanti alleati, come Rai Teche, Gabinetto Viesseux e Fondazione Ragghianti, è stato realizzato un archivio multimediale che consente di visionare - in italiano e in inglese - più di 5500 documenti, tra scritti, poesie, testimonianze, articoli storici e attuali, 130 ore di filmati e un'ampia dotazione di immagini. Una delle finestre più spettacolari è quella che si apre sull'intero complesso di Maggiano. Un tour virtuale nelle stanze del dolore dell'ex manicomio - oltre 30mila metri quadrati di immobile contornato da una vastissima area a verde - che conduce dalle cucine alle camerate, dai reparti alla cappella fino a zone oggi non più accessibili per motivi di sicurezza, cioè la filanda e il reparto "4 Mori", dove si trovavano i malati più gravi. Quello virtuale, del resto, è l'unico modo per rivivere l'ospedale, luogo di grande suggestione con cui la comunità lucchese ha da sempre un forte legame. Nella realtà non virtuale l'intero complesso si sta progressivamente deteriorando. L'Azienda Usl 2, che ne è proprietaria, lo ha già messo in vendita a oltre 12 milioni di euro, ma l'unica asta è andata deserta. Il problema non è tanto il prezzo in sé, quanto alcuni vincoli di destinazione sanitaria ancora pendenti sull'immobile, che frenano qualsiasi tipo di appetito imprenditoriale. La discussione sul vincolo, però, è ferma ad aprile scorso, quando la commissione urbanistica del Comune ha deciso di aspettare il parere della Soprintendenza ai beni artistici. Parere che ancora non è arrivato. A far rivivere la collina di Fregionaia (così si chiama la località dove si trova il complesso) ha pensato, dunque, la Fondazione Tobino. Ad essa l'azienda Usl ha concesso un'ala del complesso, la Palazzina Medici, quella dove ci sono anche le stanze di Mario Torino. Da giugno dello scorso anno la sede della Fondazione, che ne ha curato il restauro, è appunto nella Palazzina, dove si è svolto e si svolge anche il lavoro di ricerca e di archiviazione del museo virtuale. Alla presentazione ha partecipato, tra gli altri, l'assessore regionale al turismo Cristina Scaletti. «È un'iniziativa di grandissimo valore - ha detto - perché si torna a parlare di Tobino e di questo immenso patrimonio di Maggiano». All'archivio si può accedere dal sito www.fondazionemariotobino.it.