Verdi: "Tentativo disperato" Dopo il flop finanziario del condono edilizio il governo ci riprova. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Affari regionali, Enrico La Loggia, ha infatti deciso di portare in Consulta le norme relative ai condoni edilizi approvate da cinque regioni: Lombardia, Marche, Umbria, Veneto e Campania. Le regioni avevano legiferato in seguito alla bocciatura del provvedimento del governo da parte della stessa suprema corte, la quale aveva ravvisato che nel provvedimento nazionale vi fossero norme e materie di competenza regionale, cioè per dirla in parole povere, che lo stato avesse sconfinato in competenze esclusivamente regionali. Molte di queste, anche su pressione di Verdi e associazioni ambientaliste, riformulando la normativa a livello regionale hanno cercato di limitare la portata "negativa" che avrebbe avuto sul territorio il provvedimento del governo. Cosa che però ha contrariato l'esecutivo guidato da Berlusconi, come ha ben sintetizzato il ministro forzista La Loggia. "L'aver ridotto al minimo la possibilità di sanare eventuali irregolarità ha svuotato di significato la legge nazionale", si è lamentato oggi, giustificando il ricorso del governo alla suprema corte per cercare di richiamare all'ordine le 5 regioni che a suo modo di vedere si sarebbero spinte troppo in là. "E' un'interferenza rispetto all'orientamento dello stato", ha aggiunto infatti, specificando meglio, e rendendola lampante, la portata negativa, secondo gli ambientalisti, del provvedimento: "Faccio un esempio - ha detto ancora La Loggia: se la legge dello Stato stabilisce che si possono sanare 100 metri cubi e la regione ne prevede solo dieci, si svuota di significato la norma". Ovvio. La mossa di Palazzo Chigi, annunciata al termine del consiglio dei ministri, ha fatto scattare immediatamente le polemiche: "Quello del governo è un tentativo disperato", ha commentato il senatore verde Sauro Turroni, vicepresidente della commissione ambiente di Palazzo Madama. E anche nel centrodestra lo stupore, diciamo così, è stato forte: "Il governo nazionale ci accusa di essere tra quelle Regioni meno disposte a condonare abusi e irregolarità edilizie? Il governo ha ragione", ha detto ironicamente il governatore del Veneto Galan. Ovviamente vibranti proteste si sono registrate un po' ovunque. Un tentativo "maldestro", secondo molti. La dimostrazione che si vuol continuare nella strada del "killeraggio ambientale", ha bollato il presidente dei Verdi Pecoraro Scanio. La mossa, qualcuno fa notare, è stata anche dettata dal forte timore, per Palazzo Chigi, di non portare a casa quanto sperato dal condono, ritorno che è ancora molto in forse, nonostante le proroghe varate e quelle annunciate: finora, secondo il ministero dell'Economia, il governo ha incassato solo il 30 del gettito stimato. Grande sconcerto arriva anche dalle associazioni ambientaliste. Per Legambiente il governo parla molto di federalismo ma se poi le regioni tentano di esercitare la loro autonomia per limitare i danni del condono impugna i provvedimenti. Per il WWF con questa scelta il governo punisce le Regioni virtuose e chiude l'anno nel peggiore dei modi. Redazione