Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al nuovo ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi dalle principali associazioni che si battono per la tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e storico. SIGNOR MINISTRO, il compito che l'aspetta è dei più complessi e insidiosi: così come in altri settori della vita pubblica si tratta di una vera e propria opera di rifondazione politica, o meglio di fondazione, in quanto da anni il Ministero che lei è chiamato a guidare è totalmente privo di una visione culturale organica e degna di questo nome. Come abbiamo sottolineato nel precedente appello al Presidente della Repubblica, la prima urgenza risiede a nostro avviso in un chiaro segnale di discontinuità rispetto all'immediato passato, caratterizzato da una gestione appiattita sull'emergenza, la casualità, il culto dell'evento, la subordinazione ossessiva della competenza ai desiderata di parte politica. In attesa di rappresentarle personalmente le nostre considerazioni ci permettiamo di sottolinearle pochi fra i tanti temi che a nostro avviso richiedono un intervento immediato. Occorre procedere, rapidamente, alla pianificazione paesaggistica, così come previsto dal Codice, operazione abbandonata da anni, con colpevole elusione di Ministero e Regioni, ma unico strumento in grado di garantire un governo del territorio adeguato alle finalità che l'articolo 9 della nostra Costituzione ci addita. Occorre rilanciare l'attività delle Soprintendenze (...) unico presidio territoriale in grado di garantire un monitoraggio costante e una rete di tutela di un paese tanto complesso e stratificato quanto reso fragile dall'abbandono della montagna e da un consumo di suolo dissennato, il più alto d'Europa. Occorre dare subito alcuni segnali forti dicendo, ad esempio, basta ai commissariamenti che hanno prodotto - da Pompei a L'Aquila - danni e sprechi diffusi, ripristinando quei criteri di competenza e di merito ampiamente ignorati e mortificati anche in ruoli-chiave. Conosciamo i gravissimi problemi finanziari che gravano sul nostro paese: siamo consapevoli che le risorse, davvero risibili dopo un triennio di tagli draconiani (dallo 0,39 del bilancio dello Stato del 2000 allo 0,19 di questo esercizio), non sono destinate ad aumentare significativamente nel prossimo futuro. Si tratta allora di pensare, assieme, anche a modalità innovative ma trasparenti e regolate di acquisizione di risorse (dagli enti locali ai privati), purché sia sempre garantita la qualità scientifica degli interventi conservativi e di valorizzazione e insieme la tutela dei diritti di chi, esterno alle istituzioni, opera per il patrimonio pubblico. E si tratta, soprattutto, di fare un'operazione di verità laddove fino a questo momento il nostro immenso patrimonio culturale e paesaggistico è stato vittima dell'ipocrisia reiterata che lo dipingeva come fondamentale "volano" di sviluppo solo a parole, e dell'ignoranza culturale che ha preteso di trasformarlo in una merce pronta per l'uso e l'abuso turistico o, in caso contrario, fastidioso ostacolo allo "sviluppo" drogato del mattone e del cemento. Coi migliori auguri di buon lavoro Giulia Maria Mozzoni Crespi, fondatrice e presidente onorario del FAI; Desideria Pasolini dall'Onda, fondatrice di Italia Nostra e presidente onorario del Comitato per la Bellezza; Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario del Wwf-Italia; Associazione "R. Bianchi Bandinelli", Marisa Dalai, presidente; Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani, presidente, Vezio De Lucia, Luigi Manconi; Eddyburg, Edoardo Salzano; Italia Nostra, Maria Pia Guermandi ed Elio Garzino, consiglieri nazionali; Rete Comitati Toscani, Alberto Asor Rosa, presidente
Lettera aperta al ministro dei Beni culturali. Ora salviamo il paesaggio
Il FAI, Italia Nostra, il WWF-Italia e altri gruppi culturali e ambientalisti hanno inviato una lettera aperta al nuovo ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi. I gruppi chiedono un intervento immediato per la tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e storico. Sottolineano la necessità di una pianificazione paesaggistica, la rilancio delle Soprintendenze e la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. I gruppi criticano la gestione appiattita sull'emergenza e la subordinazione alle esigenze politiche.
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