Napoli. La visita di Ciampi alla mostra su Caravaggio ripropone la questione della produzione culturale nella città di Napoli. Ne parliamo con il senatore Luigi Compagna dell'Udc. Senatore, il Presidente Ciampi ha visitato la mostra di Caravaggio, trovandola bellissima. E il resto? «Quello che è stato chiamato il deserto culturale della città è stato causato dalla ricerca ossessiva dell'evento: ciò ha fatto mancare assolutamente un tessuto di continuità. Da questo punto di vista c'è, come dire, molta dispersione istituzionale». In che senso? «Tra Stato, Soprintendenze, miriadi di consulenti culturali del presidente della Regione, c'è un continuo procedere per corpi separati. È la stessa pericolosa logica della straordinarietà, la stessa logica che si può ravvisare nelle iniziative a "fuochi d'artificio" dell'Istituto Italiano Studi filosofici del mio amico Marotta. In verità, lei di recente ha polemizzato proprio con Marotta... «Mi sono limitato a leggere che il Governo nella legge Finanziaria 2005 ha introdotto due new entry: la storia e la filosofia, ai cui Istituti sono stati destinati due commi su misura dell'e-mendamentone governativo. In sostanza, il governo ha deciso che, in sede di riparto annuale, assegnerà risorse per l'attività di ricerca di tali Istituti. Io ho votato favore dell'emendamento. Ma a bocce ferme, ho più di un motivo di preoccupazione ... ». Quale? «Quelle legate al fatto che in questa stessa Finanziaria non è stato possibile dischiudere le medesime possibilità per l'Istat, ancora in gran parte con personale precario, con contratti a tempo determinato. Ora, la produzione di un bene irrinunciabile come la statistica ufficiale, deve ritenersi prioritario rispetto ad ogni programma di studi storici e filosofici... ». E in tutto questo Ciampi che c'entra? «Nella tradizione risorgimentale dei Cattaneo, dei Romagnosi, dei Gioia, sarebbe bello, da un Presidente come Ciampi sentirlo precisare, proprio a Napoli, questa evidenza... ». A Scampia ha visto il degrado... «Purtroppo i fallimenti delle cosiddette Istituzioni territoriali sono riscontrabili dappertutto in Italia, non solo a Scampia. Di fronte a questi fallimenti a qualcuno viene la nostalgia dei tempi dell'intervento straordinario. Ma quei tempi non possono tornare, la città non deve vivere di nostalgia. Purtroppo la demagogia ha trionfato negli ultimi 25 anni su quello che doveva essere il futuro della città. La verità è che, dopo la bruttissima pagina dell'Italsider, il sacrificio della città di Nitti è avvenuto in modi e tempi che segnalano il bassolinismo come uno degli episodi di massima irresponsabilità nella storia delle classi dirigenti occidentali... ».