Primo passo verso la rinascita, o solo un'operazione di facciata per mascherare i tanti problemi irrisolti? A cinque giorni dall'inaugurazione (prevista per il 23 novembre) la riapertura del Museo civico fa discutere la politica bolzanina. Tra i punti critici, la gestione dell'immenso patrimonio artistico: una denuncia fotografica mostra le condizioni precarie in cui parte delle opere viene ammassata nei seminterrati. La riapertura I dettagli del nuovo percorso espositivo verranno illustrati oggi in una conferenza stampa. Si tratta comunque di una riapertura parziale: una selezione di opere sarà visibile al piano terra e al primo piano (sei stanze in tutto). Riaperta anche la torre dove verranno collocate 4o vedute storiche della città. Rimangono invece chiusi il secondo e il terzo piano, privi di uscite di sicurezza. «Rispetto alle riaperture parziali dal 2003 in poi ci sono tre stanze in più spiega il direttore Stefan Demetz. Altra differenza: stavolta la riapertura è a tempo determinato, senza "data di scadenza"». II dibattito L'opposizione, molto critica con la gestione dell'assessora Patrizia Trincanato, contesta l'operazione. «Una riapertura "finta" tuona Teresa Tomada del Pdl . In pratica si riaprono solo gli spazi già saltuariamente aperti dopo la chiusura del 2003. Il resto è in alto mare, e manca completamente un progetto per il futuro». Difende la scelta Sergio Bonagura del Pd, presidente della commissione cultura. «Semmai l'errore è stato chiudere il museo, non riaprirlo oggi commenta . Una struttura "viva" è fondamentale per mantenere un legame con la città e pianificarne il rilancio». Anche l'ex assessore alla cultura Primo Schónsberg afferma di vedere il bicchiere mezzo pieno. «E vero, la riapertura è parziale e i problemi di fondo restano tutti. Ma l'impegno della giunta per riaprire la struttura è decisivo». Semmai Schónsberg, che da assessore assieme a Oswald Ellecosta aveva spinto per la riapertura, ha da ridire su tempi e modi. «L'obiettivo afferma era di arrivare a questo passo già dodici mesi fa, in occasione della "lunga notte dei musei" del 2010. Purtroppo, nel passaggio da una giunta all'altra, i tecnici avevano sospeso l'iter dei lavori, poi ripreso». Altro errore, secondo Schónsberg, è stato quello di installare la scala antincendio solo al primo piano. «Con appena 150.000 euro in più si poteva servire anche il secondo e il terzo piano. Peccato». I problemi Ma oltre alle uscite di sicurezza, la struttura ha tanti problemi: dall'assenza di climatizzazione ai depositi. A questo proposito, giunge in redazione una denuncia fotografica (con scatti recenti) dell'ammasso di opere accatastate nei seminterrati. Alcune, letteralmente, marciscono, e in un caso tra le opere spuntano pezzi (meno artistici) di sanitari. «Il problema dei depositi risale agli anni '30 precisa Demetz . Attualmente le opere sono conservate in parte negli scantinati, in parte al secondo e terzo piano. Proprio la necessità di depositi spaziosi è uno dei motivi alla base del nuovo progetto di ampliamento e ristrutturazione. Comunque la catalogazione dei reperti va avanti: siamo oltre i due terzi, con circa 8.000 opere già censite». Demetz non nega i problemi, ma guarda avanti. «Riaprire il museo ai bolzanini è fondamentale anche per favorire una soluzione: una struttura chiusa andrebbe verso l'abbandono. Mi auguro che la Provincia, dopo aver finanziato strutture dappertutto, aiuti il capoluogo. Qui c'è la storia della città, uno scambio di edifici per far posto a Otzi non sarebbe accettabile».
BOLZANO - Museo Civico, inaugurazione che divide. La denuncia: opere ammassate negli interrati. Demetz: Problema annoso
Il Museo civico di Bolzano è stato riaperto a cinque giorni dall'inaugurazione prevista per il 23 novembre. La riapertura è parziale, con una selezione di opere visibili al piano terra e al primo piano. Il secondo e il terzo piano rimangono chiusi, privi di uscite di sicurezza. La gestione dell'assessora Patrizia Trincanato è stata criticata dall'opposizione, che considera l'operazione come una "finta" riapertura. Il direttore Stefan Demetz afferma che la riapertura è a tempo determinato e che il problema è stato chiudere il museo, non riaprirlo oggi. La struttura ha tanti problemi, tra cui l'assenza di climatizzazione e i depositi precari.
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