Ci sono ancora civiltà da scoprire, popoli di cui non conosciamo l'esistenza? La domanda sarebbe peregrina se non fosse che ad affrontarla saranno esperti del calibro di Louis Godart, consigliere per la conservazione del patrimonio artistico della Presidenza della Repubblica, Piero Bartoloni, ordinario di archeologia fenicio-punica dell'università di Sassari, e Adriano La Regina, presidente dell'Istituto nazionale di archeologia, già soprintendente ai Beni archeologici di Roma. L'occasione è offerta dalla conferenza per il trentennale della rivista «Archeologia viva» prevista nell'ambito della Borsa mediterranea del turismo archeologico, che si è aperta ieri a Paestum e andrà avanti fino a domenica. Storia di ieri e storia di oggi. Un convegno per i i5o anni dell' Unità d'Italia ripercorrerà il lungo viaggio del nostro paese «dalle identità etniche a popolo», dalle microrealtà politiche ed economiche alla nascita della nazione. Paestum, nel cuore del Mediterraneo, è un buon punto di partenza: vi approdarono i greci, vi si spinsero gli etruschi dell'area umbro-laziale, vi trovarono terreno fertile per la loro espansione territoriale i romani. E di «Roma e Cartagine: la battaglia navale delle Egadi dai libri di storia alle ricerche sui fondali» parlerà Sebastiano Tusa, soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Trapani. La Borsa di Paestum, ideata e diretta da Ugo Picarelli, si propone innanzitutto di far conoscere i prodotti turistici dei paesi partecipanti (dodici quest'anno, compresi Stati Uniti e Russia) ma, per il gran numero di dibattiti in programma diventa spazio ideale per affrontare i temi della tutela, della fruizione e della valorizzazione dei beni culturali. Nella sezione «ArcheoVirtual» sono illustrati i più avanzati progetti di visualizzazione tridimensionale dei siti e dei musei, mentre il ministero dei Beni culturali, in collaborazione con le associazioni degli archeologi, affronterà il tema della professione dell'archeologo oggi. Strategico per la promozione delle offerte turistiche si annuncia il workshop tra domanda e offerta con 8o buyers esteri selezionati dall'Enit. Logo della manifestazione, che vede Paese ospite ufficiale la Turchia, le gigantesche teste di pietra che adornavano il tempio funerario di re Antioco in cima la monte Nemrut. Toccherà allo stesso ministro della Cultura, Erturul Giinay, illustrare la sfida turistica lanciata dal suo paese con oltre 17 milioni e mezzo di presenze.