Caravaggio, Pitloo, Schnabel e Gaudì. Squadra fortissima: peccato che dietro ci sia Napoli. Oltre duecentomila visitatori «per l'offerta artistica e culturale della Campania», annota la Regione. L'assessore al Turismo TeresaArmato giustamente conta i biglietti staccati, traccia un bilancio e decreta: è successo. Vero. Ma c'è dell'altro. Alcune di queste mostre sono belle e impossibili. Almeno nell'esperienza dei visitatori più ingenui. Tre esempi. Contraddizioni tratti dai libri grigi dei reclami che la Regione non dice. O da telefonate, lettere, racconti di protesta. Prima tappa, Caravaggio. Per godere dell'opera del "fosco Caravaggio " si sta in coda a Capodimonte mediamente due ore, oppure si attendono anche 15 minuti in attesa al telefono, collegati sulla linea verde che dovrebbe in teoria accoglierne le prenotazioni. Lo racconta Giuseppe Lubrano, medico in vacanza che ha dovuto «vedere i dipinti del Michelangelo da Merisi tutto in 25 minuti, perché sono entrato dopo la fila alle 18.40». E aggiunge: «Quando finalmente sono riuscito a mettermi in contatto con la operatrice al numero verde, mi è stato detto che il primo spazio libero era per domenica sera. E stavamo al martedì...». Identica, interminabile fila per le sorelle Paola e Simona Arenga, napoletane ormai trasferitesi (senza rimpianto) a Pisa: «Un solo sportello aperto, peccato. Ma perché non fare come a Bruxelles o Vienna, dopo i ticket si pagano all'ingresso del Parco, così nell'attesa puoi goderti il verde o il resto del museo?». Seconda tappa, Villa Pignatelli. Per riscoprire Pitloo, guai a non essere mattinieri: causa mancanza personale, l'accurata esposizione chiude alle 14, ogni pomeriggio si possono scorgere facce amare di oriundi o stranieri con gli occhi che strabuzzano verso l'alto, sul grande cartellone issato sulla facciata che indica recapiti e informazioni, ma pochissimi individuano i numeri. Per finire, alla Mostra d'Oltremare dove si possono ammirare le tele di Julian Schnabel, ovvero - binomio raro - esposizione di qualità in un contenitore affascinante, peraltro gratuitamente, «si può buttare via anche un'ora per capire qual è l'ingresso secondario da cui entrare, vergogna», ha scritto Francesco Santaniello. E anche altri adirati: sul libro delle presenze. Ma che fa. «Le mostre sono un successo, oltre 200mila visitatori», registra ieri la Regione. Vero. Si può avere un poker d'assi e trattarlo come carte? Succede, nella Napoli che implode di eventi non compiutamente rifiniti. Tant'è. Da dicembre ad oggi, boom di turisti per l'arte. In 1144mila e 700 hanno visto a Capodimonte "Caravaggio, ultimo tempo"; quasi 38mila gli amanti o i curiosi che hanno spulciato tra "l'Agonia e l'Estasi" di Damien Hirst al Museo Archeologico; mentre sono già 1909 gli appassionati del classico che si sono lasciati conquistare dalla carrellata su "Luci e colori del paesaggio " di Pitloo. A questi si aggiungono i bilanci positivi dei 14mila e 720 visitatori di "La ricerca della forma" di Gaudì, i 15mila visitatori di "Casa di re" alla Reggia di Caserta, o "I luoghi e i riti del mito" su Picasso a Salerno. In sintesi, «gli ottimi risultati degli eventi e dei siti culturali nel periodo festivo - sottolinea l'assessore Teresa Armato - sono un'ulteriore conferma della bontà delle nostre scelte. Rappresentano un riconoscimento concreto al lavoro che stiamo portando avanti, con grande convinzione e impegnando risorse e mezzi».
Mostre boom, ma è una gimkana
La Regione Campania ha registrato oltre 200mila visitatori per le mostre d'arte e cultura che si sono tenute in Campania. Tra queste, Caravaggio, Pitloo e Schnabel. Tuttavia, i visitatori hanno segnalato problemi di fila e di accesso alle mostre. Alcuni hanno dovuto attendere ore per entrare, mentre altri hanno trovato difficoltà a capire come accedere alle esposizioni. La Regione ha registrato anche un grande successo per le mostre di Gaudì, Picasso e altri artisti. L'assessore al Turismo, Teresa Armato, ha affermato che gli ottimi risultati degli eventi e dei siti culturali nel periodo festivo sono un riconoscimento del lavoro che la Regione sta portando avanti.
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