L'hanno chiamato «Gli Stati generali della Cultura in Toscana» quelli del Pd. Titolo altisonante per un incontro, quello di domani alla Casa della Creatività di Firenze, che spicca per tante presenze e altrettante assenze. Tra i relatori si notano Mario Lolli Ghetti, per la sezione beni culturali e depotenziamento delle soprintendenze, Francesca Colombo per quella relativa al crollo dei finanziamenti pubblici, Marco Giorgini come testimonial della sezione case history, gli assessori alla cultura di Siena e di Pisa, Lucia Cresti e Silvia Panichi per l'area più strettamente politica con il presidente della Regione Enrico Rossi a tirare le fila della discussione. Ma sono proprio questi ultimi nomi a far nascere qualche dubbio. Manca un rappresentante del Comune di Firenze. Giuliano da Empoli dice laconico: «Non ricordo se mi hanno invitato. Comunque domani non ci sarò». Andrea Manciulli, organizzatore dell'incontro con Andrea Marcucci e Nicola Danti glissa. «Per Firenze ci sono la Colombo e Giorgetti. La città mi sembra ben rappresentata». Loro insieme agli altri relatori proveranno a stilare una scaletta di richieste da portare sul tavolo del nuovo ministro ai Beni Culturali Lorenzo Ornaghi. In primo piano la morte annunciata, in assenza di provvedimenti, dell'Accademia della Crusca che, se non avrà nuovi fondi a gennaio, potrebbe chiudere. A seguire i finanziamenti aggiuntivi per finire l'Auditorium, la legge sulla defiscalizzazione degli investimenti in cultura e la candidatura di Siena a capitale europea della Cultura.