Quotazioni in aumento con il nuovo governo per il presidente della Biennale Paolo Baratta. In primo luogo perché la candidatura «alternativa» lanciata contro tutto e contro tutti dal ministro Giancarlo Galan - quella del pubblicitario Giulio Malgara - è stata ritirata. Ma anche perché visti i tempi e i consensi arrivati intorno alla figura e all'operato del presidente uscente, una sua riconferma sembra fuori discussione. «Tecnicamente», fanno notare gli addetti ai lavori, «la procedura di designazione ricomincia da capo e si dovrà concludere entro dicembre». Dunque il neoministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, brianzolo, rettore dell'Università Cattolica di Milano nelle prossime ore dovrà prendere in mano le pratiche lasciate in sospeso dal suo predecessore Galan. Che sulla Biennale, vista l'ondata di critiche piovute da mezzo mondo, ha preferito fare marcia indietro. 4300 le firme di gente comune ma anche di specialisti del settore e figure di primo piano della cultura europea raccolte dalla petizione web della Nuova. E un pareggio in commissione Cultura della Camera sulla proposta di Galan che equivale a una sconfitta. Tra le prime «urgenze» ci sarà dunque da completare l'iter per la nuova nomina del presidente della Biennale. Difficile, quasi impossibile che il ministro ricominci con una designazione alternativa al presidente uscente che avrebbe il sapore di una beffa. Per il buon lavoro degli ultimi anni alla Biennale Baratta gode anche della stima e della considerazione del presidente Napoli-tano, e a quanto pare dello stesso Ornaghi. A Ca' Giustinian ovviamente bocche cucite «per rispetto al ministro e al suo ruolo decisionale». Uno stile che ha tenuto anche nei giorni degli scontri di fuoco con il ministro Galan. (a. v.) Il presidente della Biennale Paolo Baratta
VENEZIA - Con il neoministro Ornaghi. Baratta verso la riconferma
Il presidente della Biennale Paolo Baratta sembra destinato a rimanere in carica, a seguito della ritirata della candidatura alternativa lanciata dal ministro Giancarlo Galan. La procedura di designazione ricomincia da capo e il neoministro Lorenzo Ornaghi dovrà prendere in mano le pratiche lasciate in sospeso. La petizione web della Nuova ha raccolto 4300 firme a favore di Baratta, e un pareggio in commissione Cultura della Camera sulla proposta di Galan. Difficile che il ministro ricominci con una designazione alternativa al presidente uscente, che gode della stima e della considerazione di Ornaghi e del presidente Napoli-tano. La nuova nomina del presidente della Biennale sarà completata entro dicembre.
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