Restauri ad altalena, il cantiere è nuovamente chiuso per mancanza di fondi L'edilizia sta vivendo in questi mesi una crisi nera come non si vedeva da anni. La stretta di credito messa in atto dalle banche sta agendo in modo diretto sulle piccole e medie imprese. Molti cantieri del centro storico sono chiusi e non si sa quando potranno riprendere l'attività. Sono fermi i lavori di restauro parziale dell'edificio in via del Celso al civico 86 affidati all'impresa Emanuele Leto. Gli interventi erano iniziati nel giugno 2010. Da diversi mesi è chiuso il cantiere di palazzo Bonagia di via Alloro, di proprietà dell'Arnas Civico. I lavori (1.826.893.12 euro) iniziarono il 25 maggio 2009 e sarebbero dovuti terminare nell'arco di dodici mesi. A fermare gli interventi è stata una diatriba tra il progettista, l'architetto Raffaele Savarese e la Sovrintendenza di Palermo. Nel corso dei lavori sono venuti alla luce alcuni reperti archeologici per cui bisognava apportare delle varianti al progetto, ma l'architetto Savarese si è rifiutato. Alla Sovrintendenza sono decisi a far valere la legge che non obbliga a seguire il parere del progettista. I lavori ripartiranno? E' sperabile di si. Non c'è pace neanche per il palazzo Bonanno dei duchi di Castellana. Il cantiere va avanti ad altalena e al momento è nuovamente chiuso. Prima la battaglia tra vecchi e nuovi proprietari per mancanza di concordia, oggi la sosta per mancanza di fondi. Storicamente la dimora di via Castellana è una delle più interessanti del centro storico. Venne edificata all'inizio del Seicento dalla famiglia D'Afflitto sulla cinta delle mura punico-normanne, dove un tempo si trovava l'antica Porta Oscura, aperta durante la dominazione musulmana. Il palazzo dalla via Venezia è inglobato in un arco che gli studiosi definiscono arabo, ma per una conferma bisognerebbe indagare in profondità, fino allo strato roccioso. A quel punto gli scavi potrebbero sicuramente nascondere strabilianti sorprese. La Palermo araba attraversò un periodo di vivo splendore, di grande fioritura culturale e di prosperità economica, soprattutto nel campo edilizio. All'inizio del Seicento nella Conceria (oggi piazza Venezia) la famiglia D'Afflitto, mercanti di seta amalfitani, decise di costruire la loro dimora. Palermo viveva un periodo di assalti continui alle galere da parte di pirati. Il viceré Vigliena, per arginare il fenomeno, chiese al re uomini esperti, capaci di risolvere il pericolo dei corsari. Filippo III inviò in Sicilia il capitano Antonio Scarlai, che arruolò uomini spietati abili a cacciare pirati. Il viceré, però, fu costretto a imporre nuove tasse che andarono a colpire notai e ufficiali giudiziari. L'imposizione non piacque al pretore di Palermo e a diversi deputati, che si rifiutarono di pagare. Ma Vigliena fu duro e mandò i notabili rivoltosi a riflettere dentro il gelido carcere del Castello a mare. Si ribellarono anche a Messina. A quel punto il vicario di Monreale minacciò il viceré di scomunica. Così il Vigliena fece un passo indietro e ritirò il decreto. Sul finire dell'Ottocento il palazzo venne frazionato e si insediarono gruppi di famiglie. Dopo la seconda guerra mondiale la dimora di via Castellana fu in parte abbandonata dai proprietari. Da allora il declino.
Palermo. Il declino di Palazzo Bonanno
Il cantiere di restauro ad altalena in Palermo è stato nuovamente chiuso per mancanza di fondi. La crisi economica sta colpendo l'edilizia, con molti cantieri del centro storico fermi. Il cantiere di palazzo Bonagia di via Alloro è stato chiuso per una diatriba tra il progettista e la Sovrintendenza di Palermo. I lavori di restauro parziale dell'edificio in via del Celso sono stati fermati da diversi mesi. Il palazzo Bonanno dei duchi di Castellana è stato chiuso per mancanza di fondi. La dimora di via Castellana è una delle più interessanti del centro storico, edificata all'inizio del Seicento dalla famiglia D'Afflitto.
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