E' certamente meno vecchia della Nave Punica esposta al Museo di Baglio Anselmi, ma potrebbe comunque costituire un motivo di attrazione per turisti e studiosi di archeologia navale. È il relitto dell'antica imbarcazione scoperto il 21 agosto del 1988 sui fondali sabbiosi nei pressi di Punta Scario dell'Isola Lunga da un giovane appassionato di pesca subacquea (Vincenzo Lombardo) e poi «ispezionato» in immersione e fotografato dal geologo Aldo Nocitra. Adesso, il sindaco Renzo Carini chiede al soprintendente ai Beni culturali Sebastiano Tusa di recuperare, restaurare e musealizzare il relitto, assicurando «ampia collaborazione» da parte del Comune. «Nello stesso anno della scoperta - scrive Carini nella nota inviata a Tusa - la Soprintendenza organizzò una missione di esperti. Si studiò il relitto, se ne occupò la stampa, ma da allora nulla è stato deciso circa il suo recupero». Lo scafo della nave, che lo studioso Edoardo Riccardi ha detto che potrebbe essere di epoca medioevale (forse una galera), è lungo circa diciassette metri e largo quasi quattro. Nei giorni scorsi, era stato Nocitra, assieme alle figlie Antonietta e Paola, anche loro geologhe, a sollecitare il sindaco «a farsi interprete dell'esigenza di recupero». Lo scafo adagiato sulla sabbia è costituito da trentadue paia di coste di legno arcuate, larghe e dello spessore di dieci centimetri, tra di loro distanti circa venticinque centimetri e fissati ad una robusta chiglia. Rinvenuto a prua, inoltre, un oggetto del peso presumibile di cinquecento chilogrammi di forma globulare costituito di ferro. Nella stiva e attorno al relitto, frammenti di anfore di cinquanta decimetri quadrati e ciottoli di rocce non presenti in provincia di Trapani. La nave, quindi, veniva da lontano. Trovati anche un rostro in ferro, tavole di legno lunghe circa cinque metri, larghe fra trenta e quaranta centimetri e spesse da tre a quattro centimetri, simili a quelle inchiodate allo scafo, sotto la sabbia e ad una distanza dal relitto di dieci metri ed inoltre un chiodo dalla testa circolare di due centimetri e mezzo di diametro e della lunghezza di 12,5 centimetri. Il professor Edoardo Riccardi, dopo una spedizione sul luogo del ritrovamento, scrisse una relazione dal titolo «Un'antica imbarcazione da guerra vicino a Marsala» che rese pubblica a Londra, nell'autunno 1992, nel corso sel convegno «The Archeology of ships of war trident hall».
Punta Scario (TP). Il relitto giace allo Stagnone
Il relitto di una nave antica è stato scoperto il 21 agosto 1988 da un giovane appassionato di pesca subacquea, Vincenzo Lombardo, nei pressi di Punta Scario dell'Isola Lunga. Il relitto è stato ispezionato e fotografato dal geologo Aldo Nocitra. Il sindaco Renzo Carini ha chiesto al soprintendente ai Beni culturali Sebastiano Tusa di recuperare, restaurare e musealizzare il relitto. La Soprintendenza ha organizzato una missione di esperti nel 1988, ma nulla è stato deciso circa il recupero. Lo scafo della nave è lungo circa 17 metri e largo quasi 4, e è costituito da 32 paia di coste di legno arcuate.
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