L'esposizione comprende sezioni di archeologia e di etnoantropologia Castellana sicula. Il museo civico apre le porte. Sito all'interno dell'area archeologica di contrada Muratore, a poca distanza dall'abitato di Calcarelli, la struttura museale, che accoglie al suo interno un ipogeo, è composta da due sezioni: archeologica ed etnoantropologica. Allestito in un antico caseggiato, la visita al museo si snoda attraverso delle sale dove sono esposti i reperti archeologici provenienti dalle necropoli tardo antiche di contrada Muratore, Cozzo del Morto e Cozzo Zara ed altre testimonianze provenienti dal Monte Rotola Vecchia, sede di un insediamento arcaico che ha restituito manufatti indigeni e Cozzo Re da cui provengono reperti genericamente databili di età greca. Di maggior importanza rimangono comunque i reperti dell'insediamento Muratore, che si colloca tra il V ed il VI secolo d.C. , rinvenuti in seguito agli scavi condotti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo nel 2000 e 2001 in collaborazione con il Comune di Castellana. Nella sezione etnoantropologica ad attirare la curiosità del visitatore è il fondo di padre Antonio Abate, parroco e storico del paese scomparso nel 2004. Qui è conservato un antico ciclomotore e una serie di altri antichi e curiosi oggetti quali macchine per cucire, un mangiadischi e una radio risalente agli anni della guerra. A ciò si aggiungono quelle legate alla vita rurale del territorio madonita e castellanese. Continuando il percorso ci si imbatte anche nell'angolo degli animali impagliati. Un settore caratteristico e curioso allo stesso tempo dove si possono scoprire da vicino animali selvatici come il leone, la tigre il giaguaro e il lupo. Suggestiva risulta la visita all'ipogeo contenuto dentro l'ultima sala del museo, culmine del percorso archeologico che, per il visitatore più curioso potrebbe anche continuare all'esterno e nell'area circostante di contrada Muratore che è sempre stata oggetto di attenzione e di interesse. Le prime scoperte nella contrada risalgono agli anni trenta del secolo scorso e furono ad opera dell'archeologo Paolo Mingazzini che era anche il direttore del museo archeologico "A.Salinas" di Petralia Sottana. Lo stesso archeologo che condusse, su segnalazione di Antonio Collisani, la prima campagna di scavi all'interno della "Grotta del Vecchiuzzo", sita nel territorio di Petralia Sottana, che testimonia la fase preistorica delle Madonie. Nella contrada muratore, Mingazzini, portò alla luce una serie di tombe ipogeiche, oltre a strutture scavate nella roccia per la lavorazione di prodotti agricoli. Il più grande di queste tombe contiene una ventina di loculi scavati nella roccia e dislocati su diversi piani. Tombe paleocristiane che collegate alla presenza di una villa potrebbero far ipotizzate l'esistenza di un insediamento abitativo lungo la direttrice che collega Gangi e le Petralie a Termini Imerese.
Castellana Sicula (PA). Il Museo apre le porte dei suoi gioielli
Il museo civico di Castellana Sicula è un luogo di interesse culturale e storico che ospita due sezioni: archeologica e etnoantropologica. La sezione archeologica esplora la storia del sito di contrada Muratore, con reperti provenienti dalle necropoli tardo antiche e dall'insediamento arcaico del Monte Rotola Vecchia. La sezione etnoantropologica presenta oggetti e reperti provenienti dalla vita quotidiana del paese, come il fondo di padre Antonio Abate, un antico ciclomotore e altri oggetti curiosi. Il museo anche ospita un ipogeo contenente tombe paleocristiane e strutture scavate nella roccia.
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