Si consuma all'ombra dei capolavori di Leonardo l'ennesimo strappo tra la Reggia e la città di Venaria. Il motivo è semplice. Il sindaco della Reale Giuseppe Catania è in ritardo per la conferenza stampa. Motivi personali. Delega quindi l'assessore alla Cultura Fosca Gennari, che si infila la fascia tricolore e siede al tavolo delle autorità. Dopo una sfilza di interventi, da Fabrizio Del Noce a Roberto Cota, toccherebbe anche a lei. Ma non viene chiamata. Apriti cielo. «E stato fatto apposta, è uno schiaffo alla città, perché la Gennari non rappresentava se stessa, ma Venaria», si infuria Catania quando, poco pia tardi, arriva alla Reggia. E promette: «Stavolta non finisce qui». «Solo il presidente Saitta ha ricordato Venaria, ho apprezzato molto», non nasconde dal canto suo l'assessore. Il protocollo. Il direttore del Consorzio Alberto Vanelli è basito. «Catania fino all'ultimo ci ha detto che sarebbe arrivato per partecipare alla conferenza - spiega - ma improvvisamente abbiamo visto che al tavolo si sedeva l'assessore Gennari. Secondo il protocollo, sarebbe toccato o al presidente del Consiglio di Venaria o al vice sindaco, che erano presenti in sala, sostituire il primo cittadino. Ma non voglio alimentare polemiche in questa straordinaria giornata». Questa la cronaca di quello che Catania ritiene un altro affronto, arrivato dopo che tra qualche giorno dovrebbe essere comunicata, ufficialmente, la riduzione a cinque del numero dei membri che fanno parte del Cda del Consorzio La Venaria Reale. Il Consiglio. Dal Cda dovrebbe essere escluso proprio il rappresentante del Comune. «Al sindaco toccherà la presidenza del Comitato Territoriale, un ruolo di prestigio, visto che avrà il compito di programmare le strategie turistiche e potrà partecipare attivamente al Cda in tutte le scelte», avverte l'assessore regionale alla Cultura, Michele Coppola. Secca la replica: «Non accetterò mai, non mi faccio prendere il giro - sbotta Catania - il posto di Venaria è nel Cda, dove si decide, non ai Si vedrà. La polemica, però, non distoglie l'attenzione dalla stupenda esposizione, per visitare la quale si sono messe in fila già 27 mila persone da tutto il mondo. Grazie all'ex ministro «Dobbiamo ringraziare l'ex ministro Galan che ha avuto il coraggio di impegnarsi in prima persona per portare qui a Venaria i disegni di Leonardo», sottolinea il presidente del Consorzio Fabrizio Del Noce, durante il suo intervento. Per il sindaco di Torino, Piero Fassino, «l'evento che chiude le manifestazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia serve a consolidare la capacità del territorio di offrire cultura in maniera straordinaria. Attraverso una grande intesa istituzionale, si riescano a reperire delle risorse da destinare alla cultura anche dopo questa ricorrenza». Dalla chiesa di Sant'Uberto, la comitiva si sposta verso le Scuderie Juvarriane. Taccuni e telecamere sono per il governatore Cota, perché a Roma stanno per uscire i nomi del nuovo governo. «Manterremo un atteggiamento costruttivo, io tutelerò gli interessi del Piemonte, dove sono stato eletto e dove stiamo lavorando», dice. Poi la truppa entra nella penombra che avvolge la scenografia allestita da Dante Ferretti e si concede ai flash dei fotografi. Il direttore Vanelli cerca di spiegare come si articola il percorso della mostra. Ma tutti sono distratti dalle notizie delle agenzie e dagli sms che fanno trillare i telefonini. Mostrano il display di un telefonino a Fassino. C'è scritto: «Profumo sarà il ministro dell'Istruzione ed Elsa Fornero quello del Lavoro».