Alla Reggia la mostra avvolta nelloscurità incanta i primi visitatori Lallestimento è costato un milione E la Francia vorrebbe in prestito lAutoritratto Porte aperte da oggi alla mostra su Leonardo alla Venaria, protagonista assoluto l«Autoritratto» uscito per la prima volta dal caveau della Biblioteca Reale. Esposto nella Scuderia Grande, è affiancato da una ventina di altri disegni autografi del maestro e da opere di allievi e seguaci, ma anche di autori moderni e contemporanei, ispirati al mito legato alla sua persona. Ieri mattina nella chiesa di SantUberto la presentazione ai giornalisti e, due ore dopo, linaugurazione alla presenza delle autorità. Era atteso fino a qualche giorno fa il ministro Giancarlo Galan, che aveva concesso il nulla osta allarrivo in Reggia della celebre «Sanguigna». Proprio per avere il rappresentante del ministero si era anticipata la vernice di un giorno, perdendo per la strada - oltre a lui, da ieri non più ministro - lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, artefice del fascinoso allestimento. Il quale aveva garantito la sua presenza solo oggi, in quanto impegnato a Londra per le riprese dellultimo film. Non sono mancati comunque gli interventi. Dopo il saluto del direttore della Reggia Alberto Vanelli (ha annunciato che la mostra è costata un milione), e dei Beni culturali in Piemonte Mario Turetta, la parola ai curatori. Carlo Pedretti ha prenotato l«Autoritratto» di Torino per la mostra dei 500 anni dalla morte di Leonardo, che si terrà nel 2019 ad Amboise («ma non è detto che glielo diamo - ha replicato scherzando, ma non troppo Vanelli - per quella data servirà a noi»). Pietro Marani ha espresso i dubbi di una parte degli studiosi sul fatto che quel volto raffiguri Leonardo (indiscussa è invece lautenticità della firma). Piero Angela nei video in mostra di autoritratti ne propone invece due: oltre a quello della Reale, un altro scovato tra le righe del «Codice del volo degli uccelli», «forse» un Leonardo giovane. Nella seconda tornata, la parola è passata ai presidenti del Consorzio La Venaria Reale Del Noce («questanno supereremo il milione di visitatori»), della Regione Cota, del Comitato per i 150 anni, e sindaco di Torino, Fassino, della Provincia Saitta. Dopo i discorsi la visita, con lingresso in una Scuderia Grande solenne come una cattedrale, avvolta nelloscurità - come richiesto per garantire la conservazione dei disegni - e con già le code allentrata della «Macchina cimatrice». Lì sono esposti gli autografi di Leonardo e al fondo, in una sorta di «sancta sanctorum», lAutoritratto, di fianco al ritratto fatto al maestro dallallievo prediletto Francesco Melzi e alla sua copia, prestati dal Castello di Windsor e dalla Biblioteca Ambrosiana. Mentre di fronte sta appeso il «Codice sul volo degli uccelli», altro pezzo forte delle raccolte torinesi. Il corpus della Biblioteca Reale gioca un ruolo centrale nella mostra, tra il bellissimo «Ritratto di fanciulla», gli studi anatomici e di insetti, le teste virili, i progetti per carri dassalto. Non mancano piacevoli sorprese giunte da fuori, come la «Testa e il tronco duomo di profilo» e gli «Studi di armi e combattenti e macchine da guerra» dalle Gallerie dellAccademia di Venezia. Seguono nella leonardesca «Testa di cavallo», ricostruita in legno, i disegni dei leonardeschi, quindi le sezioni dedicate al volto di Leonardo tra realtà e mito e alle opere dei contemporanei ispiratisi al vinciano, dalla «Gioconda con i baffi» di Duchamp a «Last supper» di Andy Warhol. Si conclude con una video riproduzione in scala 1:1 del Cenacolo, con la sezione su tv e cinema e con una piccola mostra nella mostra di cui francamente non si comprende il senso. Si intitola «Loro invisibile» e presenta «121 sculture in pietre preziose» ispirate al «Cenacolo» con cui il creativo e designer Giulio Manfredi «cerca di svelare i segreti dellopera leonardesca». Da oggi le visite contingentate, a gruppi di 20-25 persone ogni 6 minuti, 120140 persone ogni mezzora.