Due alternative, tutti i poteri al vicario o dimissioni Solo in caso di rinuncia partirà la procedura per la nomina del successore Non cè nessuna incompatibilità tra le cariche e non ci sono precedenti Dopo lentusiasmo, il dubbio. Chi prenderà lambito posto di rettore della Cattolica in sostituzione di Lorenzo Ornaghi, ora che il presidente del consiglio Mario Monti lo ha chiamato alla guida del ministero dei Beni culturali? In Largo Gemelli è scoccata lora delle grandi manovre per la successione. Ornaghi è al comando delluniversità dal 2002. Rinnovato per due mandati, avrebbe davanti a sé ancora tre anni di rettorato. E da Statuto dateneo non cè nessuna norma che gli impedisca di rimanere sullo scranno più alto di largo Gemelli, considerato che non esistono incompatibilità tra le due cariche. Tuttavia, è sotto gli occhi di tutti che da oggi si apre un vuoto di potere, considerato che difficilmente da Roma - e con tutte le incombenze ministeriali - Ornaghi potrà svolgere normalmente il compito di rettore. In università si stanno studiando le carte perché si tratta di una novità assoluta nella storia dellateneo. Due sono gli scenari che si aprono. Il primo è che il rettore conservi due poltrone e che in università tutto rimanga comè adesso, ovvero con Ornaghi a Roma (in aspettativa) e con il prorettore vicario Franco Anelli a svolgere lordinaria amministrazione. Questa soluzione seguirebbe logicamente il regolamento dateneo, considerato che larticolo 19 dello statuto recita: «Nel caso di anticipata cessazione della carica per qualsiasi causa, le funzioni rettorali sono svolte dal prorettore con funzioni vicarie». Lalternativa, invece, è quella di giungere, se Ornaghi decidesse di dimettersi, a una nuova nomina in tempi brevi, con la conseguente partenza della complessa macchina burocratica che sta dietro alle elezioni. Le regole in questo caso prevedono che ciascuna delle 14 facoltà di cui si compone lateneo - sparse tra Milano, Brescia, Piacenza, Cremona e Roma - designino una serie di nominativi di docenti da sottoporre al Senato accademico. Tra questi, i senatori sceglieranno una rosa di cinque nomi, tra i quali il cda sarà chiamato a indicare il nuovo rettore. Se la soluzione dovesse essere questa, in largo Gemelli si aprirebbe ufficialmente la competizione tra i docenti in possesso dei requisiti e dei giusti "agganci". I nomi dei papabili sarebbero quelli designati allultimo giro. Uno su tutti quello di Ombretta Fumagalli Carulli docente di diritto canonico della facoltà di Giurisprudenza, già sfidante di Ornaghi nel 2006 e nel 2010. Ci sono poi leconomista Giacomo Vaciago, il direttore del dipartimento di Sociologia Michele Colasanto, Paolo Magistrelli (già preside della facoltà di Medicina e chirurgia), la preside della facoltà di Psicologia Eugenia Scabini e il docente di storia della filosofia Michele Lenoci. La decisione finale, in ogni caso, spetta al cda di cui listituto Toniolo, la fondazione presieduta dal cardinale Tettamanzi, nomina la maggior parte dei consiglieri. E giocoforza, alla partita per la nomina si intrecciano anche equilibri di potere tutti interni alle gerarchie cattoliche. Ma per il toto rettore è ancora presto. Adesso in università si godono - con sobrietà - la nomina di Ornaghi al ministero dei Beni culturali. I più entusiasti sono proprio i suoi allievi, i primi a dare la notizia e i primi a complimentarsi con i messaggi su Facebook. Secondo quanto riportato da alcuni di loro, il rettore ieri mattina era regolarmente in aula a fare lezione. Quando il cellulare ha squillato, ha risposto, scusandosi con gli studenti perché in «25 anni non era mai successo di rispondere al telefono, ma a volte le decisioni importanti vanno prese in diretta». Finita la lezione, Ornaghi ha salutato gli allievi, augurandosi che il suo sia soltanto «un commiato temporaneo».