Nel 2008 se ne occupò anche Legambiente con la campagna «Salvalarte Sicilia», che, constatando il valore di Palazzo Bufali, notò purtroppo, il pessimo stato di conservazione, e ne sottolineò l'importanza dei lavori di restauro. Oggi il futuro di Palazzo Bufali, di proprietà della Fondazione privata Onlus "Casa delle fanciulle Margherita Bufali", resta incerto, anche se un passo in avanti nell'iter burocratico è stato compiuto. Il Consiglio comunale si è espresso positivamente a favore del progetto realizzato dall'ing. Salvatore Signorello, approvando una variazione al prg che permetterà gli interventi previsti nel piano dei lavori che produrranno un incremento della cubatura dell'edificio in zona storica. Il progetto, che aveva già l'ok della Soprintendenza e dei vigili del fuoco, prevede la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. Il prossimo ostacolo da superare riguarda il recupero dei finanziamenti, per il quale si spera in un bando regionale per accedere agli aiuti della Comunità europea. Per l'intervento si prevede infatti una spesa di circa 4milioni 650mila euro, a cui la Fondazione proprietaria dovrebbe compartecipare. Così, per uno dei più rappresentativi edifici della "scacchiera dell'Etna" al Consiglio è stata chiesta una deroga per migliorare la finalità dell'edificio, che è arrivata dopo l'attento esame della commissione consiliare al territorio. Questa si è espressa favorevolmente valutando l'interesse pubblico da garantire con un protocollo d'intesa fra l'Ente proprietario e il Comune per la fruizione delle aule conferenze da 60 e 130 posti a sedere.