Una lettera di storici dellarte difende le scelte di Elena De Filippis Buonanno: "Io sono per lagire, altri trovano mille complicazioni su tutto" Che cosa succede al Sacro Monte di Varallo, perla della Valsesia inserita dallUnesco con gli altri sacri monti piemontesi e lombardi tra i beni patrimonio dellumanità? Dallo scorso giugno lente Riserva naturale che lo gestisce, di emanazione regionale, è commissariato, e affidato a Giacomo Gagliardini (docente di lettere allIstituto Alberghiero di Gattinara e titolare dellagenzia di servizi per il turismo "GirovagArte"), in seguito alle dimissioni di 8 su 9 componenti del consiglio di amministrazione. Dimissioni legate a un clima non certo consono a quel luogo di pace e arte, alla cui origine starebbe un contrasto tra il primo cittadino nonché deputato della Lega Nord Gianluca Buonanno e la direttrice Elena De Filippis. Contrasto di cui riferisce pure una lettera indirizzata a questo giornale dagli storici dellarte, ed ex soprintendenti, Carla Enrica Spantigati, Giovanni Romano e Sandra Pinto. Una vicenda che affonda le radici nel gennaio 2008, quando tra quelle cappelle affrescate e popolate da statue, tra gli autori Gaudenzio Ferrari e Tanzio da Varallo, Elisabetta Sgarbi diresse le riprese del film "Non chiederci la parola. Il Gran teatro montano del Sacro Monte di Varallo", poi proiettato al Festival di Locarno. Si crearono tensioni, e volarono insulti, con i funzionari della Soprintendenza ai beni artistici e storici, secondo i quali si erano violate, durante le riprese, le più elementari norme di tutela dei siti artistici. Seguirono una dura lettera dellallora soprintendente Spantigati e lavvio dei contrasti con la direttrice, sfociati in provvedimenti disciplinari, come la sospensione per 30 giorni, e in minacce di licenziamento. Si arrivò addirittura, lo scorso giugno, a sfrattarla dal suo ufficio, quando il primo cittadino decise che lì, in quella stanza, si sarebbe sistemato lui. Un atteggiamento da "padrone di casa" - il Sacro Monte è proprietà del Comune - condito da ostilità e accompagnato da accuse di immobilismo, nei confronti di una persona, la direttrice, circondata da grande stima (tra laltro è riuscita a fare arrivare a Varallo ingenti somme da parte di privati, tra questi 500mila euro dalla Compagnia di San Paolo), come testimonia appunto la lettera a "Repubblica" in sua difesa. «Vorremmo rendere chiaro allopinione pubblica che, ove la dottoressa De Filippis fosse impedita nel regolare svolgersi delle sue funzioni, verrebbe a mancare per il Sacro Monte di Varallo, e per tutta la Valsesia, quella insostituibile figura qualificata che ha fatto da garante e interfaccia locale per la definizione dei programmi di manutenzione, conservazione e promozione del Sacro Monte di Varallo», scrivono Romano, Pinto e Spantigati. Mettendo in guardia contro una «politica del fango», che si contrappone a una «politica del fare e del fare bene». «Il Sacro Monte è proprietà del Comune, lho difeso come proprietario, uomo del territorio e sindaco. E ho chiesto ai componenti del cda di dimettersi perché si doveva voltare pagina rispetto alla burocrazia imperante - replica il sindaco Buonanno. - Io sono per lagire, la direttrice invece trova mille complicazioni su tutto, così regna limmobilismo». Sabato intanto arriva a Varallo Salvatore Settis, per presentare (alle 16, nella chiesa Madonna delle Grazie) il suo libro edito da Einaudi "Paesaggio, Costituzione, Cemento. La battaglia per lambiente contro il degrado civile".