Ritirato il progetto, ma la "guerra" continua al Tar. E il Comune vuole i danni dalla Soprintendenza Troppe critiche per ledificio che sarebbe dovuto sorgere a fianco della Mole. Il progetto è stato ritirato. Resta così la battaglia al Tar tra Comune e Soprintendenza: Palazzo Civico, nel caso gli venga data ragione, sembra intenzionato a chiedere oltre 4 milioni di euro per i danni subiti. Intanto però gli toccherà restituire alla ditta Bertero, che si era aggiudicata il terreno e ledificio di via Riberi, la fideiussione di 260 mila euro. I finanziatori rinunciano, il Comune insiste nel contestare il vincolo. E vuole i danni dalla Soprintendenza Il conto di Palazzo Civico: oltre quattro milioni per limmagine e il mancato introito Lannuncio del ritiro dei finanziatori è avvenuto ieri per voce del sindaco Piero Fassino. Dopo mesi e mesi di polemiche si chiude così una delle pagine più contestate dellurbanistica torinese. Una battaglia, quella contro il nuovo edificio, portata avanti dal comitato "Salviamo la Mole", con alle spalle 1.500 sostenitori. «Il palazzo - hanno sostenuto sin da subito - se costruito oscurerà il monumento simbolo della città». Uno scontro che dalle semplici critiche è finito davanti al Tar. La querelle inizia lo scorso marzo, con unasta del Comune che aggiudica il terreno e ledificio di via Riberi per 2,6 milioni di euro. La nuova proprietà deve versare sia la cauzione che la fideiussione per un totale di 260 mila euro. Cifra che, ora che i finanziatori hanno deciso il ritiro, dovrà essere interamente restituita. Senza penali. Il progetto si era però arenato subito dopo lasta. «Una prima variante del Comune - spiega Mauro Barrera, coordinatore del comitato "Salviamo la Mole" - prevedeva la costruzione di un edificio di cinque piani lungo tutto la via. Una proposta bocciata però sin da subito dalla Soprintendenza». Si pensa così una nuova variante che prevede un edificio più alto e più stretto: sette piani. Arriva anche lo.k. della Sovrintendenza: manca solo lapprovazione della Sala Rossa. Ma lintervento del comitato, che scrive sia al Ministero che alla Soprintendenza, blocca tutto: larea attorno alla Mole finisce sotto vincolo. Una decisione contro la quale Palazzo civico ha subito presentato ricorso al Tar. E la sentenza non è ancora arrivata. «Anche se i finanziatori hanno fatto marcia indietro - spiega lassessore comunale allUrbanistica, Ilda Curti - non ritireremo il ricorso. Aspetteremo che il Tar si esprima». Nella sua battaglia legale lamministrazione sembra anche intenzionata a chiedere un risarcimento alla Soprintendenza: 2,6 milioni di euro per il mancato introito, più unaltra rilevante somma per il danno di immagine. Forte la delusione dei progettisti, lo studio associato "Negozio Blu". «Avremmo auspicato - sottolineano - un superamento dei toni da campagna del terrore e il raggiungimento di una soluzione condivisa per la riqualificazione dellarea. Il fatto che però la Soprintendenza cambi idea, variando nuovamente le regole in corso dopera e dopo tre anni di lavoro comune, determina un evidente immobilismo. Unincertezza che suscita un caos istituzionale e normativo inaccettabile».