La perizia del sovrintendente: perni ossidati, basamento sollevato Artioli: ora come ora non ha condizioni sufficienti di sicurezza statica Gli interventi di emergenza e le operazioni di restauro «obbligheranno la presenza dei ponteggi» ancora per «alcuni mesi». E a quei ponteggi, per ora, non può avvicinarsi nessuno, per motivi di sicurezza, «perché dobbiamo evitare il rischio che durante le manifestazioni che si svolgono di frequente in piazza la gente si arrampichi, aggrappandosi alla statua», è la preoccupazione del sovrintendente Alberto Artioli. È scritta nero su bianco in una relazione della sovrintendenza ai Beni architettonici, la situazione precaria del monumento a Vittorio Emanuele II, in piazza Duomo. Inviata anche al Comune, che ora dovrà decidere cosa fare, la relazione spiega perché il restauro della statua iniziato a giugno non è finito nei tempi stabiliti, ovvero quattro mesi, e soprattutto durerà fino a data da destinarsi. «Allo stato attuale - scrivono infatti i periti incaricati da Artioli - la statua equestre non risponde a condizioni sufficienti di sicurezza statica», quindi è necessario «progettare e mettere in atto misure provvisionali» per eliminare rischi di cadute o altro per le tantissime persone che, ogni giorno, affollano il basamento della statua stessa. Ma quali sono i problemi che i tecnici hanno riscontrato mentre erano in corso le operazioni di ripulitura delle superfici? Nei punti di contatto tra il basamento di marmo e la scultura in bronzo che ritrae il re a cavallo, si è scoperto che i perni che assicurano questultima al marmo si muovono, quindi non assicurano stabilità; ancora, si è visto «un lieve sollevamento del basamento in bronzo nella parte anteriore» di fronte al Duomo, delle fratture negli spessori in muratura che servono a scaricare equamente il peso della statua (12.700 chili di bronzo) e, infine, «una grave condizione di ossidazione degli elementi metallici di fissaggio degli zoccoli del cavallo al basamento di lega di bronzo». Sono segnali importanti, per la sovrintendenza, che ha chiesto lintervento di un ingegnere per eseguire altre indagini strutturali. Il risultato è, appunto, la perizia inviata al Comune lo stesso giorno - il 21 ottobre - in cui si decideva di chiudere il cantiere anche agli operai, in attesa di una decisione. Perché i fondi stanziati dalla presidenza del Consiglio dei ministri nellambito dei festeggiamenti per i 150 anni dellUnità dItalia, 685mila euro da dividere tra quattro monumenti milanesi, non bastano certo per lavori di messa in sicurezza ben più impegnativi, e che potrebbero comportare anche la necessità di smontare la statua per sostituire i perni arrugginiti. «Il bene, del resto, è di proprietà del Comune - spiega Artioli - che dovrà darci indicazioni su come procedere e con quali fondi: una volta deciso, serviranno almeno altri due mesi per poter restituire la statua alla città».