Vita e miracoli di Marcello Fiori, commissario dall'agosto 2008 al luglio 2010, venuto dalla Protezione civile con la scusa dell'emergenza poi cancellata dalla Corte dei Conti. Un turbine di idee per il rilancio del sito archeologico, tutte finanziate e tutte più o meno svanite, mentre l'organico di manutentori e archeologi calava inesorabilmente "Quanti sprechi in quel restauro". In arrivo avvisi di garanzia di STELLA CERVASIO Cantieri evento e visite multimediali le troppe spese dell'ultimo commissario Cantieri evento e visite multimediali le troppe spese dell'ultimo commissario Vita e miracoli di Marcello Fiori, commissario dall'agosto 2008 al luglio 2010, venuto dalla Protezione civile con la scusa dell'emergenza poi cancellata dalla Corte dei Conti. Un turbine di idee per il rilancio del sito archeologico, tutte finanziate e tutte più o meno svanite, mentre l'organico di manutentori e archeologi calava inesorabilmente. POMPEI (NAPOLI) - Le orrende grate che portano incisa nel metallo la scritta "Pompei Viva" restano come le epigrafi con la dicitura SPQR scolpite al tempo dei romani da questo o quel console. E' il segno di Marcello Fiori, ultimo commissario dell'era Berlusconi spedito a Pompei per preparare il terreno a una fondazione che i terremoti di quello stesso governo hanno fatto abortire più volte nel tempo. Il sogno di sempre, l'intesa pubblico-privato, che porta molte firme e ripropone periodicamente l'intento di regalare l'area archeologica vesuviana al migliore offerente. Un sogno che spesso ha valicato i confini dell'imprenditoria, per incunearsi all'interno dello stesso governo del Paese. Dimentico del fatto che Pompei è governata da un suo ministero, quello dei Beni culturali. A un certo punto, quando si è capito che lo strumento del commissariamento poteva traghettare questa reverie nella giusta direzione, qualcosa è cambiato. E dall'affiancamento di un city manager al soprintendente, la dicitura è cambiata ancora, e si è cominciato a sgranare un rosario di commissari dalle storie e curriculum più vari. Ma mai commissariamento ha portato a tante spese come quello di "Supermarcellino", come i fedelissimi chiamano Fiori. Tanto che anche la Corte dei Conti si è preoccupata, e ha annullato con la delibera numero 16 del 4 agosto 2010 (a cose purtroppo già fatte) gli atti della Protezione civile. Veniva così a mancare l'emergenza che aveva motivato l'entrata in campo a Pompei dell'esperto del G8 dell'Aquila. Un'emergenza invocata già altre volte, sostanzialmente sempre per gli stessi motivi: la sicurezza, la sanità pubblica che veniva meno soprattutto a causa dei cani randagi, e poi, in ordine sparso, le bancarelle, le guide turistiche. Fiori, aiutato dalla Lav e in cambio di una cifra di circa 110mila euro, ha agito efficacemente sul randagismo, anche se non sui pompeiani, che continuano ad abbandonare e a non sterilizzare i loro cani. Perciò, per contenere le nascite, nel dopo-Fiori sono archeologi e volontari cinofili ad autotassarsi. E per accudire i cani, anch'essi cittadini di Pompei, si danno da fare come sempre i custodi di buon cuore. Chiusa la questione randagi, restano molti punti interrogativi. Tanto che sul commissariamento si sta accanendo ora anche la Ragioneria di Stato regionale, passando al setaccio le spese e, dopo aver mosso rilievi sull'attività di Fiori nel 2009, proprio in questi giorni lo fa anche su quella del 2010. Ottanta milioni di euro erano toccati in sorte a Renato Profili, ex prefetto morto nel 2009, e al suo successore, braccio destro di Bertolaso, Marcello Fiori, rimasto in carica a Pompei dal 28 agosto 2008 al 31 luglio 2010. Le grate e i cancelletti che hanno invaso le domus, di cui parlavamo prima, tanto per fare un esempio, sono costati 200mila euro e, oltre a essere tanto piaciuti a Fiori, hanno unito a un design per il quale forse non c'era bisogno di scomodare un architetto, una certa invadenza della grafica, contrastante con quella discretissima realizzata, per concorso e non per assegnazione diretta, dallo studio Zelig negli anni Novanta. Grava un'inchiesta della Procura di Torre Annunziata sul commissariamento più spendaccione della storia della soprintendenza di Pompei. Soldi che avrebbero potuto essere impiegati per la manutenzione che ora tanto si invoca. Numerosi i beneficiari di progetti non sempre comprensibili. Come quello della Tess Costa del Vesuvio, che ha ricevuto 156mila euro per l'implementazione del piano di gestione del sito Unesco, un lavoro che però a Pompei non sanno spiegare che cosa sia. 275mila euro sono andati invece a Legambiente per un progetto "Pompei accademia internazionale per la formazione di volontari nei siti archeologici". Ma di volontari in giro non se ne vedono. I due "fiori" all'occhiello nelle intenzioni del commissario dovevano essere la visita multimediale alla casa di Giulio Polibio e il cantiere evento dei Casti amanti. Adesso entrambe le domus sono chiuse. Per la visita alla prima, a Civita sono andati 950mila euro. 550mila euro circa invece all'Idsn, Istituto per la diffusione delle scienze naturali che doveva aiutare i non vedenti a visitare la stessa casa del Polibio pompeiano e anche altre domus. Un progetto che non si può inscrivere nell'area delle emergenze. Sempre in vista della valorizzazione e non della tutela, venuta poi alla ribalta con furore al primo crollo del 6 novembre 2010, i 185mila euro assegnati da Fiori a CO2, la onlus fondata da Giulia Minoli, Paolo William Tamburella, Daniele Ciccaglioni, Rachele Bonani, Giovanna Corsetti, Simone Haggiag e Sara Tardelli, figlia del calciatore, che negli scopi aveva la rifondazione della comunicazione a Pompei. A leggere la presentazione della onlus, si capisce che CO2 nasce per migliorare l'immagine di realtà depresse, in "crisi". Peccato che l'area archeologica di Pompei sia una delle poche "aziende" in attivo della Campania. All'interno del pacchetto "Pompei Viva", comprensivo delle brutte cancellate di cui sopra, CO2 ha lasciato in eredità dopo Fiori una nuova segnaletica, sovrapposta a quella già esistente, promuovendo tra l'altro una Pompei di notte (che già era attivata) e il progetto Pompei in bicicletta. Una iniziativa che prevedeva l'acquisto di biciclette per ottomila euro. Rimaste in deposito, da quando la pista ciclabile è ridiventata un bel percorso panoramico a piedi. Come per questa ed altre trovate del commissariato, la soprintendenza avrebbe dovuto impiegare nuovi fondi per dar seguito ai progetti avviati da Fiori. Qualche cantiere in più (ma senza le scavatrici impiegate ai Casti amanti) e qualche operazione da servizi aggiuntivi in meno forse avrebbero anche evitato parte dei crolli. Invece solo da un anno a questa parte è stata ripresa la buona pratica della conservazione, messa in atto fino all'agosto 2009. Vaste aree erano già state monitorate e attendevano restauro, ma l'attenzione del commissario Fiori è stata rivolta a progetti come quello della telesorveglianza e servizi web e multimediali affidato a Wind - anche se una videosorveglianza esisteva già - per oltre 10 milioni di euro. Le spese per l'area dei teatri e gli spettacoli ammontano a oltre 7 milioni, e su questa che tra le spese è la più macroscopica è appuntata l'attenzione della Procura. Intanto, fra multimedialità e duplicazioni - la spesa più eclatante quella del sito web - il personale a Pompei calava, senza che alcun commissario muovesse un dito: come addetti alla manutenzione e restauro sono rimasti 6 operai e 3 restauratori. E con questo organico, per evitare i crolli sui 66 ettari dell'area archeologia, altro che fondazione: ci vorrebbe un supereroe.
la Repubblica
11 Novembre 2011
POMPEI - Cantieri evento e visite multimediali le troppe spese dell'ultimo commissario
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Stella Cervasio
la Repubblica
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