VIABILITÀ-TRASPORTI A Capalbio vip e residenti stanno portando alla luce un vero patrimonio d'arte Ville romane, tombe etrusche e castelli sul nuovo tracciato CAPALBIO. C'è modo e modo per fermare il progetto di un'autostrada che ti passa sotto casa. Puoi scendere in piazza, puoi alzare le barricate, puoi fare pressione politica sulle stanze dei bottoni. Tra Grosseto e Capalbio, dove da 12 anni si annuncia la costruzione della Tirrenica e ogni anno con un tracciato diverso, le strategie di resistenza le hanno già praticate tutte. Quella messa in campo dall'Associazione Maremma Mare, però, è del tutto innovativa. Invece dello strepitante muro contro muro, l'associazione zitta zitta avvia un dirompente controprogetto: un grande Parco paesaggistico archeologico, costruito intorno a formidabili sopravvivenze etrusche, romane e medioevali, realizzato tutto su terreni privati, a spese di privati e poi messo a disposizione del territorio. Ovviamente proprio lì dove dovrebbe passare l'autostrada. A lanciare questa sfida è un angolo di Maremma che si stende fra nomi che sembrano profezie: Giardino e Valle d'Oro, in comune di Capalbio. Chi bazzica anche solo di striscio le geografie vippistiche d'Italia, sa che a questa toponomastica si associa molta Italia che conta. Stefania Craxi col marito Marco Bassetti (patron di Endemol), per esempio; o la nobile famiglia Gaetani d'Aragona, imparentata per vie nuziali con casa Elkann-Agnelli; e ancora petrolieri, banchieri, finanzieri e imprenditori della moda. Ci sono loro, ma ci sono pure i capalbiesi doc, come l'agricoltore Piero Pasquarelli, che di Maremma Mare è presidente. Tutti, da dodici anni in qua, tremano a ogni nuova proposta di tracciato per l'autostrada che verrà. Nel 2008 il percorso "costiero misto", approvato dal Cipe, prevedeva l'arrivo dell'asfalto in Valle d'Oro. Poi nel 2010 lo Stato e la Sat - a corto di soldi - tornano all'ipotesi del 2000, quella "minimale" che si limita ad adagiare l'autostrada sulla sede dell'attuale Statale Aurelia: Valle d'Oro è salva, ma Orbetello è punita e insorge, spingendo Sat a studiare una "variantina", che potrebbe proprio passare da Giardino e Valle d'Oro. Torna la paura. E accelerato dal precipitare degli eventi, il vecchio progetto di Maremma Mare - che dal 2001 immaginava la vocazione archeologica della valle a sud di Capalbio - diventa azione concreta. Al circolo Arci di Giardino si susseguono le riunioni, celebrità e "paesani" gomito a gomito. Il parroco, dall'adiacente chiesa, invita i fedeli a riflettere su questa occasione. Si dà incarico a due esperte - la direttrice del Museo archeologico di Grosseto e un'architetta del paesaggio - di censire l'esistente e di elaborare un'idea di futuro. Il risultato, atteso perché quell'area è oggetto di studi da decenni, è eccezionale e induce a un entusiasmo contagioso. In quella valle ci sono sontuose ville di epoca romana (alcune, come quella di Settefinestre che l'autostrada saluterebbe da 700 metri di distanza, già note, altre ancora tutte da scavare), ma anche fornaci e antiche aziende, tombe etrusche, castelli medioevali. Un patrimonio immenso, pronto a diventare in tempi rapidi il "Parco archeologico e paesaggistico della Valle d'Oro". Chiacchiere? Macché. Inseguiti dall'incubo autostrada e galvanizzati dalla bontà del progetto, i proprietari dei terreni di Valle d'Oro (una quarantina) hanno messo a disposizione 1500 ettari delle loro terre, ai quali a breve se ne aggiungerà un altro migliaio. Qui, con i soldi dei proprietari e di sponsor privati, si avvieranno campagne di scavi con università di tutto il mondo, si creeranno sentieri attrezzati, cartellonistica, centro visite. Tutto aperto al pubblico, ma a costo zero per gli enti pubblici. Questa è l'alternativa che Valle d'Oro offre all'ipotesi dell'autostrada. Per i maligni, magari, una trappola. In ogni caso una trappola d'oro.