«Ringrazio l'assessore Licata per la sua magnanimità, ma il suo assessorato non mi interessa. Mi occupo della tutela e della salvaguardia e della promozione dei nostri beni culturali dal 1971 senza alcun compenso e ne vado fiero. E in ogni caso non farei parte di una giunta non amata dai licatesi». Lo storico Calogero Carità, a distanza di qualche giorno, ha risposto declinando l'offerta fatta dall'assessore Paolo Licata, di cedergli la delega ai beni culturali. La querella era nata dopo che Carità aveva accusato lo stesso Licata di non vedere gli scempi perpetrati a molti palazzi del centro storico da segnaletica abusiva, insegne non autorizzate o condizionatori installati selvaggiamente sui prospetti nei corsi principali, Licata aveva replicato offrendo a Carità la delega ai beni culturali. Oggi lo storico chiude la contesa declinando l'offerta ed esprimendo un pesante giudizio sull'operato della giunta Graci: «Questa è una giunta sulla quale la storia darà un pesante giudizio, una giunta che ha messo la nostra città in mano ad assessori forestieri. Non era mai successo da Federico II di Svevia all'altro ieri. Solo Graci, con il consenso della sua stretta schiera di amici, ha osato». Carità comunque lascia uno spiraglio aperto alla collaborazione «nell'interesse di Licata». «Per il mio grande senso civico - dice - per tutto ciò che attiene la valorizzazione e la salvaguardia dei beni culturali, sono anche disposto a mettere la mia penna e la mia persona quando dovesse servire, e gratuitamente, al servizio dell'assessore Licata». Le segnalazioni di Carità hanno comunque portato a due risultati apprezzabili, il primo, la scomparsa delle insegne dismesse dal prospetto di Palazzo Adonnino e poi il contributo di venti mila euro per il rifacimento della copertura del tetto di San Francesco.
Agrigento. Carità replica a Licata: Non faccio l'assessore
L'assessore Licata ha offerto a Calogero Carità la delega ai beni culturali, ma Carità ha declinato l'offerta. La querella di Carità era stata inizialmente nata per criticare lo stesso Licata per gli scempi perpetrati a molti palazzi del centro storico. Carità ha espresso un pesante giudizio sull'operato della giunta Graci, che ha messo la città in mano ad assessori forestieri. Tuttavia, Carità ha lasciato uno spiraglio aperto alla collaborazione con Licata.
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