La Soprintendenza: «Parco delle 100 fattorie, intervengano Comuni e Provincia» CAPANNORI. La Soprintendenza si è impegnata per la valorizzazione del patrimonio archeologico della Piana, nell'ambito del "Parco delle 100 fattorie", ma sta alle amministrazioni locali curarne la manutenzione. Così la Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana Mariarosaria Barbera in una lettera inviata al nostro giornale. La Soprintendenza continuerà a salvaguardare il patrimonio archeologico rappresentato dal parco, ma non è parte del progetto delle 100 fattorie, del quale sono responsabili Comuni di Capannori e Porcari e l'amministrazione provinciale. «Punto centrale dell'attività della Soprintendenza è la tutela del patrimonio archeologico che emerge nelle opere pubbliche e private, comprensiva del necessario monitoraggio. In questo contesto, grazie ai numerosi sopralluoghi eseguiti in primavera dal funzionario di zona, dottor Ciampoltrini, le esigenze dei complessi di Fossa Nera e Porcari sono state valutate in relazione alle possibilità di finanziamento per la manutenzione, nell'ambito dell'intero territorio regionale - afferma Barbera -. Le strutture antiche, già consolidate a conclusione degli scavi, non presentavano particolari criticità. Quanto all'altro tema fondamentale, la prevenzione del degrado, va da sé che il progetto di un'areaparco archeologico fruibile deve includere la valutazione non solo dei costi iniziali di realizzazione, ma anche di quelli di gestione. Ecco perché bisogna rendersi conto che in molti casi la vera tutela consiste nel reinterro e non in improbabili progetti di valorizzazione non perseguibili, se non a danno del patrimonio stesso. Nel caso degli scavi di Fossa Nera e Palazzaccio, la Soprintendenza ha risposto alle legittime aspirazioni degli enti locali ad una valorizzazione del patrimonio archeologico nell'ambito del progetto "Parco delle Cento Fattorie", una scelta autonoma della società locale (Provincia, Comuni di Capannori e di Porcari), tanto che nella homepage dedicata al progetto non figura nemmeno il logo del ministero per i beni e le attività culturali. Ci siamo assunti, come di consueto, l'impegno di monitorarne le condizioni degli scavi per valutare le azioni più adeguate alla salvaguardia del patrimonio archeologico e non possiamo che salutare con soddisfazione il rinnovato impegno per la manutenzione di quelle strutture. Quanto al progetto del Parco, si segnala che dall'attività di tutela della Soprintendenza - soprattutto nell'ultimo quinquennio - discende una significativa evoluzione delle conoscenze sulla Piana di Lucca, come può confermare una visita alla mostra inaugurata nello scorso gennaio dal Comune di Capannori».