Fabrizio Vona è il nuovo Soprintendente speciale per il Polo Museale di Napoli. Prende il posto della marchigiana Isabella Mochi Onori, andata in pensione. Vona, 58 anni, di Frosinone, esperto di arte medievale, appassionato di opera lirica e già Soprintendente per i beni storici artistici ed etno-antropologici della Puglia, è chiamato a gestire il patrimonio museale napoletano - Capodimonte, San Martino e Villa Pignatelli - col compito di tutelarlo e valorizzarlo. Missione ardua, eredita un debito di oltre 6 milioni di euro. In estate, con un buco di bilancio di oltre 12 milioni, la Soprintendenza napoletana ha rischiato seriamente di chiudere ed è stata salvata in extremis grazie ad una distrazione di 5 milioni dalla Soprintendenza di Roma. Che quella di Vona sarà una ricetta di lacrime e sangue non ci sono dubbi. «Fosse stato facile, non avrebbero mandato me», afferma convinto. «Ci vorrà molta fantasia e non piangersi addosso - dice rivolto ai nuovi dipendenti -. Ma alla fine i problemi di bilancio si risolveranno, sono ottimista». Ad accoglierlo, alla cerimonia di presentazione al museo Pignatelli, c'è il gotha dei Beni Culturali napoletani. A fare gli onori di casa il direttore regionale, Gregorio Angelini, mentre dal Ministero arrivano il direttore generale, Antonia Pasqua Recchia, ed il sottosegretario Riccardo Villari, che porta i saluti del governatore Stefano Caldoro, del sindaco Luigi De Magistris e del presidente della Provincia, Luigi Cesaro. Investitura benedetta anche dalla presenza in prima fila nel parterre dell'ex soprintendente, Nicola Spinosa. «Ho assunto un compito tremendo - esordisce Vona -, da far tremare i polsi. Bisognerà cercare i soldi dappertutto. Ben vengano i privati. Questa città ha bisogno di concordia tra le istituzioni per sottrarsi all'immagine delle cataste di immondizia date alle fiamme. Dall'esterno la caduta di visibilità è stata terribile. Adesso bisogna ripartire, Capodimonte non ha nulla da invidiare al Louvre o al Prado». Intanto, però, le cifre raccontano una storia diversa: 119mila visitatori all'anno, nell'ultimo triennio. «Bisogna far aumentare i visitatori - chiosa Vona -, incredibile il numero sia così basso». Non migliore la situazione della Villa Pignatelli, mai ripresasi dalla scomparsa, nel 2010, della mecenate Graziella Lonardi Buontempo. Meno spazio alle grandi mostre, quindi, e più occhio alle finanze in regola. Martedì, Vona salirà per la prima volta al quartier generale di Castel Sant'Elmo. «La prima cosa che farò - dice - sarà guardare i conti, poi convocherò il cda. Voglio parlare con tutti e capire le cose che vanno e quelle che non vanno». Anche sul progetto culturale il nuovo soprintendente vuole lasciare la sua impronta: «È mancato finora un ragionamento sui secoli bui, sull'età angioina e sul quattrocento aragonese». Alle sue spalle, il Ministero lo appoggia senza riserve: «La sua nomina è arrivata all'unanimità - spiega Villari - in piena trasparenza e nel rispetto delle regole». Conferma Pasqua Recchia: «Ci sono state 6 candidature, alcune interne all'amministrazione, altre esterne. Le regole parlano chiaro, sono ammessi solo i dipendenti pubblici. E Vona era quello che meglio rispondeva alle nostre esigenze». Chiusa, quindi, anche la polemica con Vittorio Sgarbi, in lizza per la poltrona tra i concorrenti esterni. Intanto, per fare cassa la Soprintendenza le sta studiando tutte. Nel mirino c'è il Parco di Capodimonte - un milione di visitatori l'anno -, la cui manutenzione, attualmente, è divisa tra le due soprintendenze del Polo Museale e dei Beni Architettonici. Il costo si aggira attorno al milione di euro. La Soprintendenza chiede al Comune di partecipare ai costi e pensa all'installazione di attività slow food ed esercizi commerciali. Villari lancia anche l'idea di far pagare un biglietto d'ingresso: 50 centesimi. Un obolo.
Napoli. Musei, Capodimonte apre ai privati
Il nuovo Soprintendente speciale per il Polo Museale di Napoli, Fabrizio Vona, ha assunto il ruolo dopo la pensione di Isabella Mochi Onori. Vona, 58 anni, è un esperto di arte medievale e ha già lavorato come Soprintendente per i beni storici artistici ed etno-antropologici della Puglia. La sua missione è quella di tutelare e valorizzare il patrimonio museale napoletano, compresi il Capodimonte, San Martino e la Villa Pignatelli, con un debito di oltre 6 milioni di euro.
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